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Petrolio in calo per timori surplus e tensioni geopolitiche in Medioriente

Aumento della produzione Opec+ ed agitazione nell'area creano incertezza sui mercati energetici

I prezzi del petrolio mostrano un trend discendente nelle contrattazioni asiatiche, avviandosi verso la prima settimana negativa dopo tre settimane consecutive di crescita. Questa flessione è principalmente attribuibile alle speculazioni su un possibile aumento della produzione da parte del cartello Opec+. I contratti futures del WTI scendono a 60,72 dollari al barile, con una diminuzione dello 0,78%, mentre quelli sul Brent si attestano a 64 dollari, in ribasso dello 0,66%.

Il gruppo dei maggiori produttori di petrolio sta considerando un aumento della produzione di circa 411.000 barili al giorno a partire da luglio, segnando così il terzo incremento mensile consecutivo. Tuttavia, al momento non è stato ancora formalizzato alcun accordo. Questa prospettiva ha accentuato le preoccupazioni riguardo ad un potenziale eccesso di offerta sul mercato globale, soprattutto dopo il recente sorprendente aumento delle scorte di greggio negli Stati Uniti registrato all’inizio della settimana.

Un ulteriore elemento da considerare è il rapporto di The Tank Tiger, che evidenzia un incremento nella domanda di capacità di stoccaggio del greggio negli Stati Uniti, con livelli che non si vedevano dall’era della pandemia di Covid-19. Questo dato suggerisce una capacità di assorbimento limitata, alimentando le paure di un surplus prolungato.

Sul fronte produttivo, l’attenzione degli operatori resta rivolta al conteggio settimanale delle piattaforme di perforazione della Baker Hughes, indicatore fondamentale per valutare le prospettive di output di petrolio e gas negli Stati Uniti. Parallelamente, i mercati seguono con interesse gli sviluppi nei negoziati sul programma nucleare iraniano tra Stati Uniti ed Iran. Le tensioni recenti, aggravate da segnalazioni di possibili attacchi israeliani contro le infrastrutture petrolifere di Teheran, hanno aumentato le preoccupazioni su potenziali interruzioni degli approvvigionamenti energetici nella regione medio-orientale, un fattore che potrebbe influenzare ulteriormente la dinamica dei prezzi globale.

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