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Sindacati chiedono a Regione Veneto tavolo di crisi sul taglio del personale a Porto Marghera

Il piano di riorganizzazione di Eni Versalis prevede la riduzione di 49 posti di lavoro

I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto alla Regione Veneto l'apertura di un tavolo di crisi per discutere il taglio del personale a Porto Marghera da parte di Eni Versalis, società impegnata nei settori della petrolchimica e della chimica da fonti rinnovabili. "La direzione di Eni Versalis ha presentato alla Rsu un piano di riorganizzazione che prevede una riduzione di 49 unità di personale, da attuarsi entro settembre, senza possibilità di confronto o trattativa, e con la previsione di ricollocazione dei lavoratori in esubero in altre realtà del gruppo Eni, non solo nel territorio veneziano ma anche in altre regioni" hanno dichiarato le sigle. Queste ultime hanno anche specificato che si tratta di una modalità di gestione del tutto incoerente rispetto al protocollo di relazioni industriali "Insieme" sottoscritto da Eni, presentato come una guida per la transizione industriale verso attività produttive in ottica green nello scalo veneto.

Secondo i sindacati, si sta "correndo il rischio di perdere un centinaio di posti di lavoro a Venezia e si andrà a porre la parola fine a un sito industriale che ha rappresentato per decenni un valore sociale, professionale e industriale unico a livello Paese". "Il montante complessivo degli investimenti previsti nel 2022 per gli impianti Versalis di Porto Marghera deve restare invariato" hanno aggiunto. 

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