Nel panorama delle frodi su credito, gli acquisti di elettrodomestici restano la voce più colpita (29,3% dei casi), sebbene con una contrazione del 19,7% rispetto al primo semestre 2024. Al secondo posto si collocano i consumi generici —inclusi abbigliamento e beni di lusso— che salgono al 24,2% (+31,2%). L’elettronica, informatica e telefonia rappresentano l’11,8% delle frodi, con un’impennata del 52,9%, mentre auto e moto sono all'11,4% (-15,2%). Seguono spese per salute (6,9%), immobili e ristrutturazioni (6,4%) ed arredamento (5,6%).
Analizzando i canali di acquisto utilizzati dai truffatori, nella casistica disponibile il 73,1% degli acquisti fraudolenti avviene nella grande distribuzione, il 21,6% nei servizi e l’1,8% nel comparto informatico/media/telecomunicazioni.
Sul versante delle vittime, prevalgono gli uomini (65,1%). Per fasce d’età si registra un’inversione di tendenza: gli under 30 aumentano dell'8,7% e diventano la fascia più colpita (oltre 1 frode su 5), mentre i 31-40 anni calano dell’8,9%. I 41-50 anni restano rilevanti con il 21,8% dei casi; i 51-60 anni incidono per il 19,0%.
Dal punto di vista geografico le regioni con maggiore incidenza sono Lombardia, Sicilia, Campania e Lazio, seguite da Puglia e Piemonte. Anche nel primo semestre 2025 la Lombardia mantiene la vetta. Crescite significative si osservano in Sicilia (+13,9%), Umbria (+38,2%) e Sardegna (+19,1%); diminuzioni in Emilia-Romagna (-12,0%) e Calabria (-15,5%). Questi dati evidenziano la necessità per operatori finanziari e retailer di aggiornare protocolli antifrode e strategie di prevenzione, tenendo conto di canali e segmenti demografici in rapida evoluzione.