Secondo due fonti citate dalla "Cnn", l’amministrazione Trump sta valutando l’ingaggio di contractor militari privati per assicurare la protezione delle infrastrutture petrolifere ed energetiche in Venezuela, con l’obiettivo di rassicurare i grandi operatori del settore e favorirne il ritorno agli investimenti.
Il presidente avrebbe escluso un impiego prolungato di forze armate statunitensi sul territorio venezuelano, ma l’intenzione è dare garanzie di sicurezza non solo temporanee: le compagnie petrolifere chiedono misure solide e durature per poter riprendere attività su oleodotti, impianti di stoccaggio, raffinerie e terminal marittimi. I piani sono ancora embrionali, ma diversi operatori privati della sicurezza si sarebbero già fatti avanti per offrire servizi che spaziano dalla protezione fisica degli asset alla logistica di scorta e al risk management delle catene di approvvigionamento energetico.
A titolo di confronto operativo, durante il conflitto in Iraq gli Stati Uniti impegnarono circa 138 miliardi di dollari in contratti per sicurezza privata, logistica e ricostruzione — un precedente che evidenzia scala e complessità di questo tipo di appalti. Rimangono aperte questioni giuridiche, normative e di regia operativa: status di forze, regole d’ingaggio, responsabilità contrattuali ed impatto sulle rotte marittime e sulle infrastrutture critiche regionali saranno determinanti per la fattibilità e la durata dell’operazione.