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Filosa rivede l'elettrificazione: Stellantis chiude 2025 in perdita

Svalutazioni record e sospensione dividendo: strategia per mix tecnologico e recupero operativo

Stellantis chiude il 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi di Euro, determinata principalmente da svalutazioni per 25,4 miliardi legate al cambio di strategia sull’elettrificazione deciso dal nuovo amministratore delegato Antonio Filosa, insediatosi a giugno (vedi Mobilita.news). Il titolo ha aperto in calo dello 0,24% ed in giornata mostra un recupero, scambiando intorno al +0,45%. 

I ricavi netti sono diminuiti del 2% a 153,5 miliardi, penalizzati da effetti valutari avversi e dalla compressione dei prezzi netti nel primo semestre, bilanciati in parte da volumi e mix più favorevoli. L’Aoi (Adjusted Operating Income) rettificato segna una perdita operativa di 842 milioni con un margine negativo dello 0,5%. Il flusso di cassa industriale è risultato negativo per 4,5 miliardi, mentre la liquidità industriale disponibile a fine anno rimane solida a 46 miliardi. 

L'ad ha definito l’esercizio come il costo di una sovrastima della velocità della transizione elettrica e ha ribadito la necessità di riallineare il business offrendo ai clienti una gamma tecnologica più ampia —elettrica, ibrida e a combustione— per recuperare efficienza. Ha inoltre segnalato segnali positivi nella seconda metà dell’anno ed indicato come priorità del 2026 colmare i gap operativi ereditati e tornare ad una crescita profittevole.

Nel secondo semestre 2025 i ricavi sono cresciuti del 10% su base annua; le consegne consolidate hanno raggiunto 2,8 milioni di veicoli (+11%). La performance è stata sostenuta soprattutto dal Nord America (+39% vs 2024), grazie alla normalizzazione delle scorte e ad un maggior dinamismo commerciale. Rafforzamenti anche in Asia, Medio Oriente & Africa e Sud America; unica area in contrazione è stata l’Europa allargata (-3%). 

Stellantis conferma la guidance 2026: crescita del fatturato ad una cifra media, margine Aoi ad una cifra bassa e miglioramento del free cash flow industriale con progresso sequenziale nel corso dell’anno. Per tutelare la struttura patrimoniale il cda ha sospeso il dividendo 2026 ed autorizzato emissioni ibride fino a 5 miliardi.

 Maserati ha vissuto un anno difficile: 7900 consegne (-3,4%), ricavi a 726 milioni (-30,1%) ed un Aoi rettificato negativo per 198 milioni (margine -27,3%), influenzati da riduzione del portafoglio prodotti, dazi Usa e minore domanda di lusso in Cina.

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