Bernard d’Alessandri, direttore e segretario generale dello Yacht Club de Monaco, definisce l’iniziativa come un vero e proprio hub di scambio tecnico: "Riunire centinaia di giovani ingegneri ci permette di trasformare Monaco in un banco di prova dove studenti, industria e istituzioni progettano insieme soluzioni sostenibili per le imbarcazioni future". A suo avviso, la pluralità di competenze e provenienze culturali è cruciale per accelerare la transizione energetica e consolidare la visione di Monaco come Capital of Advanced Yachting. I progetti in gara mostrano un salto qualitativo: dalla gestione energetica predittiva sviluppata da HydroVinci (Francia), alle soluzioni di propulsione ad alta velocità e rendimento presentate da Hydros Team (Indonesia); dai gemelli digitali del Cambridge University Riviera Racing (Regno Unito) agli imbarcati in materiali di origine biologica proposti da Team Sea Sakthi (India).
L’evoluzione tecnologica è evidente: crescono gli interventi di eco-design, le architetture ibride idrogeno-elettrico ed i sistemi avanzati di energy management che puntano non solo alle prestazioni ma alla scalabilità industriale.
Nel dettaglio dei prototipi registrati si contano 33 vessel con sistemi elettrici a batteria, 9 equipaggiati con tecnologie ad idrogeno, 1 a metanolo e 9 dotati di foil. Un panorama che riflette la pluralità di approcci — dall’ottimizzazione dei flussi energetici all’integrazione di soluzioni strutturali leggere— necessari per governare la decarbonizzazione del settore nautico.