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Ultimo ammainabandiera: Libeccio e Grecale lasciano la Marina

Quattro decenni di servizio, missioni internazionali ed il legame con l'industria navale italiana

Si chiude un capitolo storico per la Marina militare: le fregate della classe Maestrale lasciano il servizio attivo. 

Giovedì sera, alla base navale di La Spezia, si è svolto l’ultimo ammainabandiera per Libeccio e Grecale, unità progettate in Italia e costruite da Fincantieri al Muggiano nei primi anni ’80. Queste navi hanno segnato decenni di impegno operativo, incarnando la trasformazione strategica della Marina italiana nel periodo post‑Guerra fredda. 

"Il concetto del Mediterraneo Allargato nacque dopo l’ingresso in servizio di queste unità", ha ricordato l’ammiraglio Aurelio De Carolis, richiamando il valore strategico della classe. 

Libeccio e Grecale hanno mantenuto la bandiera oltre i quarant’anni, una permanenza prolungata anche per gli effetti della vendita delle due Fremm all’Egitto, destinate a sostituirle. Alla cerimonia erano presenti circa mille invitati, tra cui numerosi marinai ed ex-equipaggi. Tra i comandanti che ricordano il loro periodo a bordo ci sono due ex-capi di Stato Maggiore: l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, alla guida del Libeccio nel biennio 1992‑93 (impegnato nella missione Golfo 2 dopo la guerra del Kuwait), che ha sottolineato come quelle navi fossero frutto di una visione lungimirante capace di fondare una Marina integrata con capacità industriale nazionale; e l’ammiraglio Paolo La Rosa, comandante nel 1986‑87, che le definisce "le più grandi tra le piccole e le più piccole tra le grandi". 

Il Grecale conserva anche episodi di profilo pubblico: nel 1985 accolse il principe Carlo e lady Diana per una navigazione davanti alle Cinque Terre, ed un anno prima fu scelto come location per il film "Cuori nella tormenta". 

Si chiude così un’epoca fatta di operatività continua, presenza internazionale e legami con l’industria navale nazionale.

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