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trainflightUna lista di chiarimenti lunga un chilometro

la Regione Veneto incaalza Rfi e Italferr sulla nuova bretella ferroviaria dell'aeroporto Marco Polo

Dieci giorni. È questo il tempo fornito dal comitato di valutazione dell'impatto ambientale della Regione Veneto a Rfi e Italferr per una (lunghissima) serie di chiarimenti richiesti sul progetto di collegamento ferroviario con l'aeroporto Marco Polo di Tessera. L'opera (contestata) vale 425 milioni di euro ed è il progetto di treno per l'aeroporto Marco Polo, tracciato cambiato negli anni: si parla di otto chilometri di nuova linea ferroviaria che, all'altezza di Dese, si stacca dalla linea ferroviaria per Trieste, corre in parallelo alla bretella autostradale e arriva all'aeroporto con 3,5 km in galleria a binario singolo sotterraneo e conformazione a cappio.

Un'opera al centro di critiche e di contestazioni, soprattutto per quanto riguarda l'impatto ambientale sulla gronda lagunare, che è un sito Unesco. La valutazione circa l'impatto ambientale è attesa per la fine di ottobre ma la richiesta di chiarimenti è corposa e comprende la richiesta di integrazione della soluzione a cappio, evidenziando i vantaggi rispetto al progetto preliminare del 2003 e alle alternative progettuali, oltre ai chiarimenti circa la modifica del quadro economico, soprattutto per quanto concerne gli aspetti espropriativi, tema fondamentale per i cittadini e le aziende di Dese, Tessera e di via Litomarino che rischiano di perdere le proprietà. Non è tutto. La commissione regionale chiede a Rfi e a Italferr di motivare meglio l'ipotesi dell'instradamento sulla bretella dei treni regionali da e per Trieste, cosa che comporta l'aumento dei tempi di percorrenza per i pendolari. “Questa soluzione non sembra giustificata e comporta un onere maggiore per le finanze regionali”, dicono dagli uffici della Regione Veneto.

La commissione regionale, inoltre, chiede a Rfi e Italferr di ragguagliare circa la valutazione dei flussi previsti, visto che tra il progetto preliminare del 2003 e quello definitivo, scaturito dall'accordo Save-Rfi-Enac del 2017, sono passati 15 anni. Per questo, sostiene il comitato del Via, si rende necessaria una valutazione dei flussi, soprattutto in proiezione al 2041, tenendo conto delle origini e delle destinazioni, delle quote modali e dei diversi scenari realizzativi, compreso il tempo di percorrenza per i viaggiatori diretti allo scalo aeroportuale e per gli altri viaggiatori. Richiesta inoltre, una nuova valutazione dell'impatto sulle stazioni di Santa Lucia, Mestre e Gaggio di Marcon e una spiegazione più accurata circa il programma di gestione delle emergenze: cosa succede, si chiede la Regione, se si blocca un treno sul tratto a binario unico in corrispondenza del cappio?

Altra richiesta è quella di un campo prove, un'area per test sui terreni dove correrà la nuova linea ferroviaria, nelal quale poter testare la tecnologia del jet grouting individuata per realizzare la galleria sotterranea. La lunga lista di richieste di chiarimenti comprende anche quelli sull'utilizzo del milione e mezzo di metri cubi di terreni che verranno scavati per realizzare la grande opera (che potrebbero essere utilizzati per la compensazione dell'impatto dell'opera) e la spiegazione chiara sui superamenti evidenziati nei punti dove sono stati eseguiti prelievi: quelli con tacce di idrocarburi pesanti e quelli dove sono emersi picchi di cobalto. La lettera della Regione richiede, infine, nuovi dati anche sull'inquinamento acustico e sui campi magnetici, con la mappatura dei dispositivi radioemittenti previsti.