La pressione sui bilanci familiari non si limita ai carburanti. Secondo l’Osservatorio nazionale federconsumatori (Onf), le ripercussioni dell’aumento dei prezzi toccano anche le bollette, il carrello della spesa ed il comparto dei trasporti, con un effetto complessivo che continua ad erodere il potere d’acquisto. Sul fronte energetico, negli ultimi due mesi una famiglia ha sostenuto in media un aggravio di +30,90 Euro per il gas e di +19,60 Euro per l’energia elettrica; su base annua, le stime attuali indicano un possibile incremento pari a +185,40 Euro per il gas e +117,60 per l’elettricità.
Per i carburanti, nonostante il taglio delle accise, l’Osservatorio rileva che la misura è stata prematuramente ridotta per la benzina. L’impatto calcolato per le famiglie ammonta a 60 Euro nei primi due mesi e, mantenendo i valori odierni, potrebbe salire fino a 360 Euro all’anno. Anche gli spostamenti pesano di più: voli, treni e traghetti hanno determinato una spesa media aggiuntiva di +31,28 Euro per famiglia negli ultimi due mesi, con ulteriori rincari attesi in vista della stagione estiva.
La dinamica rialzista riguarda pure i beni di consumo quotidiano. I prodotti agroalimentari hanno segnato un aumento del +4,9% rispetto alla situazione precedente il conflitto, mentre quelli per la cura della persona e della casa sono saliti del +5,8%, sempre in base alle rilevazioni dell’Onf. In termini economici, le ricadute già registrate corrispondono a +52,21 Euro per gli alimentari e a +10,32 Euro per i prodotti per la cura della persona e della casa.
Di fronte a questo quadro, Federconsumatori torna a sollecitare interventi rapidi ed incisivi per limitare la perdita di potere d’acquisto che, secondo l’associazione dei coonsumatori, le famiglie stanno ancora subendo a causa di prezzi aumentati in modo spropositato dal 2022 e mai tornati su livelli adeguati. Tra le misure ritenute prioritarie figurano il ripristino di un taglio più consistente delle accise sulla benzina, una rimodulazione anche temporanea delle aliquote Iva su un paniere di beni essenziali, l’introduzione di criteri per la determinazione del prezzo che realizzino il disaccoppiamento tra energia elettrica e gas e un bonus energia più consistente esteso a una platea più ampia di famiglie.
Federconsumatori propone inoltre la creazione di un fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare per sostenere i nuclei più vulnerabili, l’attuazione della promessa riforma degli oneri di sistema su beni energetici con lo spostamento di alcuni costi sulla fiscalità generale, un rafforzamento di monitoraggio, controlli ed interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere —in particolare per i prodotti di largo consumo ed i carburanti — ed, infine, una tassazione adeguata degli extraprofitti delle aziende energetiche e non solo, così da finanziare misure di sostegno.