Dopo i chip, il poliuretano: nuova crisi per il settore automotive

Le forniture stanno rallentando in modo preoccupante

Anas Anas

Come se non bastassero i chip ed i semiconduttori, il comparto automotive deve fare i conti anche con il poliuretano. Per il settore è scattato un nuovo allarme, visto che stanno scarseggiando in modo preoccupante le schiume di questo tipo e gli approvvigionamenti sono diventati complicati. In effetti, la filiera potrebbe subire un rallentamento che a sua volta renderebbe obbligatori nuovi tagli per quel che riguarda la produzione. Di conseguenza, le riduzioni sarebbero due nel giro di pochissimo tempo, non proprio un dettaglio di poco conto. Ma da cosa dipende questa mancanza del poliuretano? Per capire la situazione occorre vedere quello che succede negli Stati Uniti, un mercato che è stato influenzato dalle bufere di neve dello scorso mese di febbraio che hanno bloccato gli stabilimenti di due Stati americani, vale a dire il Mississippi ed il Texas.

Nel dettaglio, si tratta di impianti che lavorano il petrolio greggio e che hanno delle ripercussioni per le già citate schiume. La flessione ha riguardato per l’appunto i sottoprodotti delle raffinerie petrolifere, tra cui si può citare l’ossido di propilene che è alla base della fabbricazione di gommapiuma. La crisi sembra dunque comprovata e ci si sta chiedendo quanto possa durare ancora. Secondo quanto riferito in questi ultimi giorni dal Gruppo Volkswagen, la carenza dei chip potrebbe durare fino alla prossima estate, dunque si dovrà pazientare ancora qualche mese. Tra l’altro non si devono sottovalutare le possibili ripercussioni sulla clientela finale, quella che deve ricevere le auto. In effetti, si stanno paventando ritardi non indifferenti per quel che riguarda le consegne delle vetture in concessionaria, se richieste proprio su misura, con determinati optional. Il 2020 è terminato come peggio non poteva per il settore delle quattro ruote ed il 2021 non preannuncia nulla di buono.