Brembo chiude il 2020 senza freni

Cambia la ragione sociale dell'azienda bergamasca che archivia il 2020 con il fatturato in calo del 14,8%

Anas Anas

La vera notizia non è quella che i numeri di Brembo nel 2020 tengono botta, quanto piuttosto che la società Freni Brembo cambierà nome in Brembo e adeguerà l’articolo 4 dello Statuto, per ampliare l’oggetto sociale "al fine di renderlo compatibile con l’evoluzione tecnologica del mercato automotive, nella logica di supportare i propri partner anche alla luce dei nuovi paradigmi della mobilità come l’elettrificazione, la guida autonoma e la digitalizzazione".

È questo quanto previsto dall’ordine del giorno dell’assemblea straordinaria della società convocata per il prossimo 22 aprile. Gli azionisti che non concorrano all’adozione della deliberazione di approvazione delle proposte di modifiche potranno esercitare il diritto di recesso al prezzo di 10,036 euro per azione: oggi Brembo ne vale in Borsa 10,7 circa. In sede ordinaria, all’ordine del giorno, ci sarà anche l’autorizzazione per acquisto o vendita di azioni proprie per un massimo di 8 milioni di titoli, azioni che saranno al servizio anche di possibili operazione di acquisizione.

Quanto al bilancio, il consiglio di Brembo ha approvato i conti 2020 che vedono un fatturato di 2,2 miliardi (-14,8%), un ebitda di 388,7 milioni (-24,6%) e un utile netto in calo del 41% a 136,5 milioni, a fronte di investimenti netti per 187,8 milioni. Nel quarto trimestre il gruppo controllato dalla famiglia Bombassei ha registrato un fatturato di 648,7 milioni (+4,5%) e un utile netto di 64,8 milioni (+17,5%).

Il cda ha proposto all’assemblea la distribuzione di un dividendo pari a 0,22 euro per azione, la restante parte dell’utile verrà riportato a nuovo. Per quanto riguarda l’evoluzione della gestione, «il livello degli ordinativi e la saturazione della capacità produttiva con cui abbiamo iniziato l’anno ci rendono ottimisti per il 2021,nonostante permanga l’incertezza sul fronte degli sviluppi della pandemia», sottolinea una nota.

"I risultati approvati oggi dal consiglio di amministrazione di Brembo dimostrano l'efficace e attenta gestione dell'azienda che, in un anno critico, ha saputo salvaguardare la redditività del gruppo, contenendo in maniera rapida e incisiva l'impatto negativo subìto dal mercato di riferimento. L'esito raggiunto nell'anno appena trascorso attesta la solidità di Brembo e ci permette di tornare alla distribuzione del dividendo agli azionisti, dopo la sospensione dello scorso anno a causa dell'emergenza covid-19 - spiega il presidente Alberto Bombassei - Particolarmente incoraggianti sono le performance dell'ultimo trimestre: i principali mercati in cui operiamo mostrano segnali di ripresa, in particolare la Cina e l'India che crescono a doppia cifra. Sebbene lo scenario di mercato rimanga caratterizzato da una forte incertezza - prosegue Bombassei - Brembo è entrata nel 2021 con fondamentali solidi, determinata a far fronte all'impatto della crisi sanitaria continuando a proteggere la salute dei propri collaboratori e a supportare i clienti nel cogliere le sfide e le opportunità di un settore automotive in grande trasformazione, grazie a soluzioni innovative per una mobilità sempre più sostenibile".

Il quarto trimestre 2020 si è chiuso con ricavi netti consolidati del gruppo Brembo a 648,7 milioni di euro, in crescita del 4,5% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. L'ebitda ammonta nel trimestre a 121,6 milioni (18,7% dei ricavi) sostanzialmente in linea con il valore dell'anno precedente, quando ammontava a 121,2 milioni (19,5% dei ricavi) mentre l'ebit del trimestre si attesta a 70,5 milioni di euro (10,9% dei ricavi), in crescita dell'1,7% rispetto al quarto trimestre 2019, quando ammontava a 69,3 milioni (11,2% dei ricavi).

A livello geografico, nel quarto trimestre 2020 quasi tutti i mercati in cui il gruppo opera mostrano segnali di ripresa, dopo i cali generalizzati che hanno contraddistinto la più parte del 2020 a seguito dell'emergenza sanitaria tutt'ora in corso. Le vendite in Italia crescono del 7,9%, in Germania dello 0,9%, in Francia dell'1,3%, mentre calano del 5,1% nel Regno Unito. Per quanto riguarda i paesi extra-europei, l'India è in crescita del 22,1%, la Cina del 19,4%, mentre il Giappone chiude a -22,1%, il Sudamerica decresce del 21,1%, mentre il Nord America (ossia Stati Uniti, Canada e Messico) aumenta del 3,5%. Per quanto riguarda i segmenti di mercato, le applicazioni per auto aumentano del 2,6%, quelle per motocicli del 6,4%, i veicoli commerciali del 15,9%, mentre il settore delle competizioni cresce dell'8,1%.