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directions_carAutunno caldo per la scuola

Didattica a distanza e trasporto, Dibattito tra insegnanti e ministero

Alla riapertura delle scuole, il dibattito ormai consueto sui rincari dei libri o sulla fatiscenza delle strutture, quest'anno lascia il posto a qualcosa di ancora più incandescente. Ossia la necessità della didattica a distanza, divenuta imperativo categorico in relazione all'emergenza coronavirus. E non a tutti gradita, soprattutto agli addetti ai lavori, che non la considerano un buon metodo di insegnamento e di socializzazione. '”Non possiamo pensare di sostituire la didattica in presenza con quella a distanza, con la motivazione che i trasporti sono in difficoltà”. Afferma Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi, in un'intervista su Radio Cusano Campus.

"In primavera c'è stata l'esigenza di fare un lockdown per questioni di salute pubblica ed è stato necessario affidarsi alla modalità di apprendimento a distanza. La modalità di crescita del proprio intelletto e del proprio animo della didattica in presenza non può essere sostituita con la modalità di apprendimento a distanza, che va benissimo in alcune circostanze, ma non può sostituire quella in presenza. Io mi chiedo: il sistema dei trasporti pubblici in 7 mesi cosa ha fatto? A scuola si sono comprati un sacco di computer, ci si è organizzati con le linee guida della didattica digitale, insomma si è fatto qualcosa. Mi stupisce che per il sistema della logistica non si sia pensato a questa evenienza”, osserva Giannelli.

“Abbiamo speso fiumi di parole per raccontarci che la scuola è centrale per il futuro della nazione. Tutte belle parole, ma poi si arriva a proporre la chiusura del servizio in presenza. I ragazzi stanno scoprendo che non si può passare tutta la giornata davanti a uno schermo, quando lo smartphone diventa il surrogato della vita anche loro si sono resi conto che qualcosa non va. La vita è fatta di un'integrazione armonica di tutti gli aspetti, non si può pretendere di sostituirli tutti con una sola modalità'”, conclude Giannelli.

In una sorta di botta e risposta a distanza, la ministra dei Trasporti Paola De Micheli, intervenuta al forum online del gruppo editoriale Caltagirone, fa sentire la sua voce sul tema trasporti pubblici e covid. "Il trasporto pubblico locale non è un mezzo di contagio - ribadisce la ministra De Micheli - Con la mascherina e rispettando tutte le regole non si corrono rischi. Ridurre la percentuale di riempimento non è una soluzione". Toccando proprio il tema del trasporto pubblico usato per andare a scuola (o al lavoro), la ministra De Micheli ha precisato: ''Il trasporto pubblico locale può avere un riempimento fino all'80% con obbligo della mascherina. Quando si prendono i mezzi di trasporto per andare a scuola o al lavoro si resta sul mezzo per un tempo molto breve e il tempo è uno dei fattori del contagio. Ovvio che dobbiamo rispettare tutte le regole. Abbiamo avuto in particolare qualche problema in salita sui mezzi, dove si determinano assembramenti anche all'aperto in attesa dei bus. Abbiamo aumentato i controlli, ma i problemi li abbiamo registrati negli orari di uscita dalla scuola".