Traffico merci, il Gruppo Fs scommette sul Porto di Trieste

RFI avvia il riassetto della stazione Campo Marzio

Fincantieri

Un nuovo fascio di binari – di cui uno in più verso il porto – sulle aste "Parenzane", il collegamento alla nuova piattaforma logistica e l’aumento della potenzialità dell’infrastruttura retro-portuale sono i principali interventi con cui il Gruppo FS ha avviato, il 26 marzo 2021, il riassetto della stazione di Trieste Campo Marzio. L’investimento di 112 milioni di Euro da parte di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) conferma l’obiettivo del Gruppo FS di aumentare il traffico merci nel Porto di Trieste. Porto tra i principali del Mediterraneo e strategico per il Paese perché è nei corridoi europei TEN-T Mediterraneo e Baltico-Adriatico, che connettono l’Austria e la Slovenia alle principali città del Nord Adriatico e all’Est Europa. Rendere il trasporto merci via ferrovia sempre più competitivo, favorendo le attività degli operatori della logistica che scelgono il treno come mezzo. Perché spostare le merci dalla gomma al ferro, con una sensibile riduzione dei livelli di anidride carbonica, è uno degli obiettivi principali della politica nazionale e europea dei trasporti, in linea con quelli previsti dall’Agenda Onu 2030 sul trasporto sostenibile.

E l’avvio dei lavori per il completo riassetto del piano regolatore generale di Trieste Campo Marzio va in questa direzione. Il nuovo fascio di binari sulle aste "Parenzane", collocate tra la Riva Traiana e il Museo Ferroviario della Fondazione FS, e l’attivazione di un secondo binario per il Porto, consentono da subito lo snellimento delle manovre in ingresso e uscita dai moli, riducendone tempi e costi, a tutto vantaggio degli operatori. L’attenzione verso gli operatori del porto è confermata dall’attivazione del raccordo ferroviario della nuova piattaforma logistica. Riprendendo infatti la linea storica che portava a Servola e attraversando lo Scalo legnami, con un investimento di un milione e mezzo di euro, si è concretizzato un moderno sistema di terminalizzazione che, con l’elettrificazione dei binari, sarà anche un riferimento per i futuri raccordi ferroviari allacciati all’infrastruttura nazionale. Ma non è tutto, perché la stazione di Trieste Campo Marzio al termine dei lavori potrà ricevere treni lunghi fino 750 metri. Uno standard europeo che vede Rfi aver già adeguato in Friuli Venezia Giulia le stazioni di Pontebba, Tarvisio, Carnia, Tarcento, Gorizia e Monfalcone. Nei prossimi anni oltre a Campo Marzio – che stanti le attuali stime di crescita verrà confermato primo scalo merci italiano per numero di treni – toccherà a Villa Opicina, Palmanova e Cervignano Smistamento.