Il grande successo del marchio Jeep in Giappone

I modelli piacciono soprattutto ai giovani acquirenti

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Un marchio che segna una controtendenza: è difficile che i brand di nazionalità americana abbiano successo nel mercato giapponese, anche se esistono sempre le eccezioni che confermano le regole. È il caso di Jeep che sta guadagnando una popolarità crescente nel Paese del sol levante, soprattutto per quel che riguarda gli acquirenti più giovani. Le previsioni sono presto dette: le consegne di questo Gruppo in Giappone aumenteranno di 5 punti percentuali nel corso del 2021, raggiungendo l’interessante quota i 15 mila unità. Come si spiega una crescita di questo tipo? Come sottolineato da Hitoshi Ushikubo, responsabile delle vendite giapponesi per conto di FCA, le stime sono state riviste al rialzo, nonostante ci sia un dettaglio di non poco conto da precisare. In effetti, Fiat Chrysler Japan deve ancora essere ufficialmente fusa con l’ufficio giapponese di Peugeot SA e rientrare nel nuovo gruppo Stellantis. Gli acquirenti nipponici preferiscono di norma le vetture di dimensioni inferiori, con al contempo un’alta efficienza dal punto di vista del carburante. Ecco perché colossi come Ford Motor si sono arresi, lasciando la Nazione in tempi non sospetti. Jeep ha avuto maggiore pazienza. Ushikubo ha aggiunto altri particolari interessanti in tal senso: "Abbiamo fatto sforzi per adattarci al mercato giapponese, lanciando auto con guida a destra, a differenza di General Motors e Ford. I giovani sono alla ricerca di auto che permettano loro di presentare una parte del loro carattere". Lo scorso mese di marzo, Jeep è riuscita a vendere quasi 2 mila modelli, il 36% in più rispetto allo stesso periodo di un anno prima (influenzato inevitabilmente dall’inizio della pandemia). Il marchio, inoltre, è risultato al terzo posto nel 2020 per quel che concerne la classifica dei Suv importati in Giappone.