Controlli dei Nas sui treni e gli autobus di Trento

I Carabinieri hanno verificato la presenza di tracce di covid

Anas Anas

Proseguono a ritmo serrato i controlli dei Nas (Nucleo Anti Sofisticazione) dei Carabinieri nel nostro Paese. Dopo aver accertato la presenza di tracce di virus in vari mezzi di trasporto pubblico, è stata la volta della città di Trento. Come nel resto d’Italia, i militari sono saliti su autobus e treni per verificare il rispetto della norme anti covid, concentrando l’attenzione anche sulle stazioni ferroviarie, luoghi in cui gli afflussi di persone sono inevitabilmente maggiori. Nel caso del Trentino, però, non ci sono state scoperte negative e per il momento si può tirare un sospiro di sollievo, senza abbassare la guardia. Non sono state riscontrate irregolarità particolari e nemmeno carenze per quel che riguarda la santificazione dei treni e degli autobus. Qualche problema c’è stato comunque alla stazione di Rovereto. In questo caso, i Carabinieri hanno fatto scattare una denuncia a piede libero nei confronti di un dirigente di RFI (Rete Ferroviaria Italia) a causa delle uscite di emergenza chiuse in maniera non corretta. Nell’ipotesi di un eventuale allarme, infatti, non ci sarebbe stata un’evacuazione adeguata e completa delle persone presenti. Non era presente nemmeno la distinzione tra corsie di entrata e uscita. In pratica, gli utenti non avevano la possibilità di capire dove accodarsi nei pressi delle biglietterie e dei binari: gli incroci tra passeggeri erano inevitabili, con il rischio costante di assembramenti che in un momento come quello attuale devono essere evitati a tutti i costi. Complessivamente in Italia il Nas ha controllato 693 veicoli adibiti al trasporto, tra autobus urbani ed extraurbani, metropolitane, scuolabus, collegamenti ferroviari locali e di navigazione, ma anche biglietterie, sale di attesa e stazioni metro. Le operazioni sono destinate a continuare anche nei prossimi giorni.