Alitalia, arrivano i ristori ed il resto degli stipendi

I commissari: "siamo in grado di procedere al pagamento del rimanente 50% degli stipendi di marzo". Ma i lavoratori proseguono la protesta in attesa del consiglio straordinario di domani

Urbeaero Urbeaero

Alitalia ha ricevuto gli attesi ristori covid e può procedere al pagamento del restante 50% degli stipendi di marzo. Lo fanno sapere i commissari della compagnia, Giuseppe Leogrande, Daniele Santosuosso e Gabriele Fava, in una comunicazione interna ai dipendenti. "Vi informiamo che a seguito dell'accredito dei ristori ritenuti adeguati dalla Commissione europea -scrivono i commissari- siamo in grado di procedere al pagamento del rimanente 50% degli stipendi di marzo, che riceverete con valuta 8 aprile". Proseguono, intanto, le proteste dei lavoratori, che fanno appello al premier Draghi affinché fermi l'ondata di licenziamenti che colpirebbe la ex-compagnia di bandiera con la creazione della newco, in base all'attuale piano industriale ed alle richieste di Bruxelles.

Dopo le manifestazioni della settimana scorsa sotto il ministero dello Sviluppo economico ed all'aeroporto di Fiumicino, anche ieri sono proseguite le proteste: circa trecento lavoratori della compagnia, tra operai, impiegati e hostess, hanno sfilato in un corteo sempre allo scalo romano. "I lavoratori di Alitalia chiedono a Draghi una risposta, un intervento autorevole che sia in linea con l'autorevolezza che il Parlamento ha riconosciuto al premier Italiano. Presidente Draghi, se c'è, batta un colpo", invoca il presidente di Naca piloti Alitalia, Franco Zorzo, sottolineando che i dipendenti "hanno fatto tutti il loro dovere, facendo enormi sacrifici anche sotto la gestione commissariale". Il sindacalista denuncia quindi che il "Governo Draghi si prepara ad allestire il tavolo per i commensali stranieri ed un menù che prevede come unica portata porzioni di Alitalia in un bagno di licenziamenti" e "la fine del trasporto aereo italiano".

Il leader Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, denuncia il silenzio "sconcertante" del governo, sollecitandolo a prendere posizione nei confronti dell'Ue. Ed al grido "Alitalia è la nostra Ilva", scende nuovamente in campo anche il comune di Fiumicino a difesa di un'azienda che tra dipendenti e indotto dà lavoro a migliaia di persone sul territorio.

A surriscaldare gli animi, anche tra alcuni politici, c'è poi la decisione della Commissione europea di dare il via libera a un investimento del governo francese fino a 4 miliardi per ricapitalizzare Air France, una scelta che viene vista come una politica da due pesi e due misure. Con questa iniezione di liquidità lo Stato francese sarà autorizzato a salire fino ad "un po' meno del 30%" nel capitale di Air France, contro il 14,3% di oggi. Bisogna "far notare all'Ue che non si possono applicare due pesi e due misure", sottolinea la senatrice M5S Giulia Lupo, spiegando che "il fatto che Alitalia fosse in amministrazione straordinaria già prima della pandemia, non può precludere la scelta del nostro Paese di avere un vettore di bandiera e di rilanciare un asset strategico".

Sulla stessa linea il capodelegazione di Fratelli d'Italia e membro della commissione trasporti al parlamento europeo, Carlo Fidanza, che parla di "figli e figliastri" a Bruxelles, e Marco Campomenosi, capo delegazione Lega al parlamento europeo, anche lui membro della commissione trasporti, che accusa l'Ue di tenere "in ostaggio il futuro di Alitalia e dei suoi dipendenti". Lo stesso Tarlazzi parla di una "discriminazione evidente" nei confronti di Alitalia. "Due pesi e due misure: chiedere che vi sia una compagnia di bandiera più efficiente -sottolineano altri due esponenti della Lega, Silvia Scurati e Massimiliano Bastoni- non significa svendere il nostro Paese alle gestioni low-cost o chiudere gli slot su Malpensa. L'aeroporto lombardo rappresenta un grande hub per tutto il Nord del Paese, una finestra importante a livello turistico ed economico, anche alla luce delle Olimpiadi del 2026. Un criterio, quello utilizzato dalla Commissione europea, che non tutela le famiglie e il tessuto economico italiano e lombardo".

Per quanto riguarda la trattativa governo-Commissione Ue, per questa settimana non sono previsti incontri video tra i ministri dell'Economia, Daniele Franco, dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, con il commissario Ue alla concorrenza, Margrethe Vestager. I nodi da sciogliere riguardano il marchio Alitalia, il numero di slot a Milano Linate, l'handling e manutenzione ed il programma fedeltà MilleMiglia.

All'assemblea di Roma, che si è svolta ieri, c'era una delegazione del Comune di Fiumicino, composta dal vicesindaco Ezio Di Genesio Pagliuca e del presidente del Consiglio comunale Alessandra Vona, che ha invitato i lavoratori a presidiare il Comune domani, giovedì 8 aprile, in occasione del consiglio straordinario sulla questione Alitalia, al quale sono invitati le rappresentanza delle sigle sindacali ed esperti del settore. Per Usb "il Governo si deve assumere le proprie responsabilità: deve interrompere questa folle trattativa con la Ue ed intraprendere una strada nuova che parta dalla tutela dell'occupazione e di un asset strategico per l'Italia intera".