Addio alle grandi navi a Venezia, ora tocca alla Camera

A Palazzo Madama 168 sì, nessun no e 26 astenuti: bocciati tutti gli emendamenti

Fincantieri

Addio alle grandi navi a Venezia. Ieri via libera del Senato al decreto Trasporti, primo passo per vietare l'accesso in Laguna ai temibili mostri del mare. Via libera dall'Aula del Senato al dl Grandi navi, dunque, con 168 sì, nessun no e 26 astenuti: hanno votato a favore Pd, M5s, Iv, FI, Lega, Misto, astenuti i senatori di FdI. Il provvedimento ora passa all'esame della Camera. Il testo stabilisce che l'approdo delle Grandi Navi alla Serenissima sarà possibile solo fuori dalle acque protette della Laguna. Dà inoltre sessanta giorni di tempo all'autorità portuale del mare Adriatico settentrionale per bandire "un concorso di idee" per proposte di fattibilità tecnica ed economica per realizzare questi punti di attracco, terminal fuori dalle acque della laguna per le navi di oltre 40mila tonnellate di stazza.

Ieri tutti gli emendamenti sono stati ritirati dai proponenti o cassati dalla presidenza avvalendosi dell'articolo 81 del Regolamento del Senato, che impone al singolo parlamentare di corredare all'emendamento una relazione tecnico finanziaria che dimostri che la modifica non comporta spese per il bilancio dello Stato. Tra questa tagliola e il ritiro "spontaneo" dovuto a una riunione di maggioranza rivolta a mantenere il testo del governo, tutto resta uguale. Non c'è quindi nessun riferimento allo scavo del canale Vittorio Emanuele né all'analisi immediata delle soluzioni esistenti e già avanti con l'iter approvativo.

Mauro Coltorti (M5S), presidente della Commissione, ha spiegato così: "Sono indubbiamente rimaste fuori istanze valide e talmente importanti che riteniamo debbano trovare dignità d'appartenenza in altri, più idonei, provvedimenti specifici. Alla fine, la Commissione ha confermato l'impronta data dal governo. Non è possibile interrompere immediatamente l'ingresso delle navi oltre le 40.000 tonnellate in laguna per i permessi già in essere ma si apre un capitolo che porterà a trovare una soluzione rapida con questo obiettivo". 

Luca De Carlo, senatore FdI ha perorato la soluzione di Marghera, proposta da Comune e Regione. Orietta Vanin del M5S (che ha ritirato il suo emendamento) ha risposto: "Chi ama Venezia la rispetta, non scava i Navi Ok al concorso di idee fondali della laguna". Ma l'intervento più accorato è stato quello in aula ieri pomeriggio di Gregorio De Falco (gruppo Misto), l'ex ufficiale della Capitaneria di Livorno che coordinò i soccorsi della Costa Concordia nel 2012. Anche il suo emendamento è stato bocciato. "La decisione di ritirare o far decadere tutti gli emendamenti - ha detto De Falco - è di estrema gravità, le grandi navi continueranno a costituire un pericolo per la sicurezza, l'ambiente e perla città di Venezia, per un tempo indeterminabile, ma certamente non breve. Il decreto non serve a niente se non a legittimare il passaggio delle navi a San Marco. Navi che sono nel frattempo sono aumentate di dimensioni e non devono entrare a Venezia. Perché non vietiamo e basta l'ingresso delle navi in laguna? Perché abdichiamo al diritto di migliorare le leggi rendendo inutile quest'aula? Con il concorso di idee teniamo le navi in Marittima. Per quello dico: esaminiamo i progetti che ci sono e finiamola con l'ipocrisia. Se sono buoni andiamo avanti, altrimenti facciamo il concorso di idee".

Il cosiddetto decreto Grandi navi, che contiene anche norme per l'organizzazione dei servizi di collegamento marittimo pubblico con le isole maggiori e minori e il differimento dal 31 marzo al 30 settembre 2021 per le procedure telematiche per il rilascio del Duc (documento unico di circolazione) per i veicoli iscritti al pubblico registro automobilistico, è passato con il sostegno di tutti i gruppi, fatta eccezione per Fratelli d'Italia che ha optato per "un'astensione responsabile".