Sospetto immobilismo sui piani di Alfa Romeo Brennero

Il futuro del Suv è diventato incerto

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Un "valico" sempre più difficile da affrontare: per Alfa Romeo si prospettano mesi difficili per quel che riguarda il suo terzo Suv, il Brennero, visto che il Gruppo Stellantis non ha ancora autorizzato in via ufficiale le linee di produzione, scatenando tantissime ipotesi. Le linee produttive in questione sono quelle che si trovano in Polonia, per la precisione a Tychy, le stesse in cui si assemblano gli Sport Utility Vehicle di Jeep e Fiat. Non si è capito perché il neonato Gruppo industriale debba rinunciare al modello del "biscione", fatto sta che questa attesa non lascia presagire nulla di buono per i prossimi mesi. Tra l’altro, non bisogna neanche dimenticare che il Brennero rappresenta il primo full electric in assoluto per il brand in questione. Alfa Romeo Brennero dovrebbe nascere sulla piattaforma CMP, la Common Modular Platform utilizzata da PSA per diversi modelli di successo elettrificati, tra cui anche Peugeot 2008. Inizialmente si era parlato di ottobre 2023 come momento ideale per far partire la produzione vera e propria, con tanto di variante elettrificata caratterizzata dalla trazione integrale. La stessa soluzione che è stata appena descritta dovrebbe essere mutuata su Jeep. L’immobilismo è un dato di fatto sul Suv, ma come ha reagito l’azienda? Alfa Romeo non ne sta facendo un dramma, anzi è rimasta forte la consapevolezza che l’assemblaggio ci sarà nel Paese polacco e rispettando i termini previsti, come ribadito in più di una occasione da Jean-Philippe Imparato, amministratore delegato del marchio automobilistico. La situazione, stando a quanto affermato dagli esperti di settore, dovrebbe sbloccarsi nel corso dei prossimi giorni. In particolare, sono circa 60 mila le unità produttive che sono attese a Tychy, per poi trasformarsi in qualcosa di maggiormente concreto nel prossimo biennio. L’attesa è snervante, ma sembra valerne la pena.