Auto. Citroën: "Non c'è futuro per i motori diesel"

Le parole dell'amministratore delegato Cobée

Con l’avvento dell’elettrico, cosa ne sarà dei motori diesel? Vincent Cobée, amministratore delegato di una casa automobilistica importante come Citroën, ha dato ben poche speranze a questo tipo di alimentazione che oggi è ancora molto diffusa. Il pessimismo dimostrato dall’ad della compagnia francese potrebbe anche sembra sorprendente, alla luce del fatto che la stessa Citroën ha creato il sistema per la neutralizzazione delle criticità dei motori a gasolio, il cosiddetto Fap. Da quando è scoppiato il DieselGate, comunque, le cose sono cambiate radicalmente e la flessione registrata dalle immatricolazioni ne è stata una chiara testimonianza. Cobée è stato molto chiaro nella sua disamina: "Sono fortemente pessimista sui motori diesel, perché 5 anni fa questi modelli avevano una quota di mercato dell’80%, ora è scesa al 50% e nei prossimi 3-4 anni rischia di crollare al 15%. Le case automobilistiche si stanno semplicemente adattando alla ventata di novità portata dal catastrofico evento firmato Volkswagen ed è chiaro che a livello industriale non abbia più senso portare avanti una tipologia di motori che man mano sta generando minor interesse nel consumatore nei segmenti medio bassi andando ad interessare anche quell’alto di gamma in cui il diesel è, di fatto, la miglior opzione". Di sicuro non è un punto a favore di chi è ancora scettico nei confronti dell’alimentazione elettrica. Le dichiarazioni dell’amministratore delegato si aggiungono a quelle di Gruppi importanti del settore delle quattro ruote come Huyndai, Nissan e Volvo, ormai convinti che i motori diesel debbano essere progressivamente abbandonati in favore di alternative innovative. Non aiuta nemmeno la norma anti-inquinamento dei cosiddetti Euro7. Il futuro del comparto non è stato ancora scritto, nonostante qualche indizio su come potrebbe essere sia stato già svelato.