Leonardo, bocciata mozione di sfiducia contro Profumo

Mef garantisce continuità operativa

Urbeaero Urbeaero

Uno su mille ce la fa, come cantava Gianni Morandi, ma non si può dire lo stesso dell’azionista di minoranza che ha cercato di promuovere un’azione di responsabilità nei confronti di Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo. Nel corso della giornata odierna, mercoledì 19 maggio 2021, la sfiducia che aveva preteso questa persona, titolare di 25 azioni (vale a dire lo 0,000004% del capitale sociale) è stata bocciata e respinta dal 99,3% del capitale votante. A favore di questa azione c’è stato appena lo 0,49% degli aventi diritto. Non sono state nemmeno fornite istruzioni di voto, come si è appreso da alcune fonti vicine agli azionisti di Leonardo, dato che la richiesta è stata considerata “non meritoria di attenzione”. Il Ministero dell’Economia ha votato contro, riservandosi di valutare il procedimento e la sua evoluzione nel corso delle prossime settimane. La scelta di oggi si traduce in uno scenario molto semplice: il Tesoro ha di fatto garantito la continuità di Leonardo dal punto di vista operativo, almeno fino al termine del mandato del consiglio di amministrazione attuale. Per la Spa è un momento a dir poco delicato dopo l’acquisizione da parte di Hensoldt. La giornata odierna poteva essere storica per Leonardo, anche perché non sono pochi gli azionisti che lo vedrebbero volentieri fuori dalla poltrona di amministratore delegato, in primis l'investitore Bluebell, al secolo Giuseppe Bivona, proprio colui che ha chiesto di votare l'azione di responsabilità da lui stesso promossa. Poteva essere una resa dei conti, ma non è stato così. Per far approvare la mozione contro Profumo serviva il voto favorevole di soci che rappresentano almeno un quinto del capitale, una circostanza che avrebbe portato al decadimento dell’ad come previsto dal codice civile.