Aspi ultimo atto, domani il cda di Atlantia

A tre anni dal crollo del ponte Morandi si avvia alla fase esecutiva l'operazione Autostrade per l'Italia, dopo l'uscita di Atlantia e l'ingresso del consorzio formato da Cdp, Blackstone e Macquarie

Anas Anas

Si avvia alla fase esecutiva l'operazione Autostrade per l'Italia, dopo l'uscita di Atlantia e l'ingresso del consorzio formato da Cdp, Blackstone e Macquarie. Dopo il via libera dell'assemblea della holding partecipata al 30% dei Benetton, domani giovedì 10 giugno, finirà sul tavolo del consiglio di amministrazione di Atlantia la proposta di Cassa e dei suoi alleati, che riconoscono per Aspi 9,1 miliardi di prezzo, oltre a 200 milioni di ticking fee, per un valore d'impresa totale di 17,8 miliardi, includendo il debito. Scontato il via libera per cedere 1'88% della concessionaria: all'ad di Atlantia Carlo Bertazzo verrà dato mandato a finalizzare l'accordo, chiudendo il lungo capitolo avviato dopo il tragico crollo del ponte Morandi a Genova. Il signing, la firma dell'intesa, avverrà a stretto giro, con ogni probabilità già nella giornata di venerdì 11 giugno. a questo punto si aprirà una fase di interregno, il cosiddetto interim management: il consiglio di Autostrade, così come i vertici guidati da Roberto Tomasi resteranno in carica fino al closing, cioè alla data in cui avverrà il passaggio delle quote e il pagamento. Il closing dovrebbe avvenire non oltre il primo trimestre del prossimo anno, anche se c'è chi lavora per anticiparlo entro la fine dell'anno: si calcola, però, che per il passaggio di consegne ci vorranno almeno sei mesi. Nel frattempo, secondo gli accordi, Cassa depositi e prestiti dovrebbe mandare in cda un proprio osservatore per controllare da vicino le decisioni del concessionario autostradale e fare da trait d'union tra vecchio e nuovo azionariato. Sul piano formale la responsabilità gestionale resterà, in questi mesi, a carico dell'assetto precedente.

Se è di prossima finalizzazione l'atto transattivo col governo per chiudere la procedura per "grave inadempimento" aperta dopo i fatti di Genova, i prossimi mesi saranno utili anche per chiudere l'iter del Piano economico finanziario che si era rallentato dopo che il governo Conte aveva dato il via libera politico. Il documento ha ottenuto il via libera dell'Art, l'authority dei trasporti: andrà trasmesso al Cipe, quindi in Corte dei Conti, poi dovrà essere approvato con decreto da ministero dei trasporti e dicastero dell'Economia, con registrazione finale presso la Corte dei Conti. Non è escluso che, nelle more, il governo possa sbloccare i primi investimenti per avviare i cantieri di opere come la Gronda a Genova o il Passante a Bologna. Mentre Atlantia e Aspi incassano già dalle agenzie di rating il miglioramento delle prospettive per la fine dell'incertezza regolatoria degli ultimi mesi, appare ancora presto per capire chi guiderà il nuovo corso di Autostrade: nei giorni scorsi qualche suggestione indicava, tra i possibili candidati a prenderne le redini, l'ex ad di Cdp, Fabrizio Palermo, che però, secondo altre indiscrezioni, potrebbe essere destinato al vertice di Fincantieri, altra controllata di Cdp. Se Palermo è l'artefice dell'accordo con Atlantia (anche grazie al nuovo atteggiamento di Edizione e del suo presidente, Enrico Laghi), a metterci la firma sarà ora il suo successore in Cdp, Dario Scannapieco.