Gap infrastrutture nell'elettrico: in soli tre paesi Ue il 70% dei punti ricarica

Stazioni di ricarica concentrate in Paesi Bassi (29,7%), Francia (20,4%) e Germania (19,9%). Italia quarta con solo il 5,8% di colonnine

C'è un'Europa a due velocità: è quella che esiste già oggi nell'ambito della lotta ai cambiamenti climatici. Il mercato delle auto elettriche, per esempio, va a gonfie vele, ma le stazioni di ricarica non tengono il passo. Oltre il 70% di tutte le stazioni di ricarica per auto elettriche dell'Ue è, infatti, concentrato in soli tre paesi dell'Europa occidentale: Paesi Bassi (29,7%), Francia (20,4%) e Germania (19,9%). Questa la fotografia della situazione attuale che emerge da un'analisi di Acea, l'associazione europea dei costruttori di automobili. Oltre i due terzi dei punti ricarica, sottolinea lo studio, si trova in paesi che costituiscono solo il 23% della superficie dell'Ue, mentre il 30% dei punti ricarica è sparso nel restante 77% del continente. L'Italia è il quarto paese, molto staccata dai primi tre. Con 13.073 impianti, pari al 5,8% di tutte le colonnine del Continente, resta notevolissimo il divario con la Germania che è sì terza, ma da sola rappresenta il 19,9% di tutti i punti di ricarica nell'Ue, più del triplo di quanto l'Italia riesca ad offrire in questo momento.

Tanto per dare un’idea del gap: la Romania, circa sei volte più grande dei Paesi Bassi, conta solo 493 punti di ricarica, ovvero lo 0,2% del totale dell'UE. E Paesi con una massa territoriale considerevole ma con un Pil inferiore, come la Polonia (0,8% dei caricatori dell'UE) e la Spagna (3,3%), sembrano essere lasciati indietro. Alla fine della classifica dei Paesi col minor numero di impianti di ricarica si trovano Cipro (70), Malta (96), Lituania (174), Bulgaria (194) e Grecia (275). I paesi dell'Europa orientale, dalle Repubbliche baltiche alla Grecia, l'Irlanda e il Portogallo sono quelli con il deficit infrastrutturale più grande. Sulla base dei calcoli della Commissione, una riduzione del 50% delle emissioni di Co2 delle auto nel 2030 richiederebbe circa 6 milioni di punti di ricarica disponibili: questo significa che, in meno di dieci anni, dovrebbero aumentare 27 volte rispetto a oggi che, calcola Acea, sono meno di 225 mila. In vista della presentazione, il prossimo 14 luglio, delle nuove proposte su standard di emissioni CO2 e sulla revisione della direttiva sulle infrastrutture per i carburanti alternativi, Acea, l'Ong ambientalista Transport & Environment e l'associazione europea dei consumatori Beuc hanno chiesto all'Ue di impegnarsi nella realizzazione di almeno un milione di punti ricarica entro il 2024.