Violenze in Sudafrica, Maersk chiude i magazzini di Durban

I disordini sono scoppiati nella provincia dove si trova Durban, dopo l’incarcerazione dell’ex presidente Jacob Zuma. Tante interruzioni al porto e stop alle operazioni anche a Richards Bay

È un periodo difficile anche per un colosso come la danese Maersk. Attenta a non farsi sorpassare nel traffico container da Msc, adesso deve anche guardarsi le spalle dai saccheggi. Secondo quanto riferito da Reuters, infatti, Maersk, ha chiuso tutti i suoi depositi, magazzini e magazzini frigoriferi a Durban e Johannesburg. Questo mentre continuano i saccheggi nelle due città sudafricane che subiscono il peso della folla inferocita. "Il porto di Durban ha visto la chiusura di molti terminal nelle ultime 24 ore: tuttavia in questa fase non abbiamo innescato alcun imprevisto che impedisca alle navi di fare scalo a Durban”, ha detto a Reuters Kerry Rosser, portavoce di Maersk per l’Africa.

Le violenze sono scoppiate nella provincia di KwaZulu-Natal, dove si trova Durban, dopo l’incarcerazione dell’ex presidente Jacob Zuma: rapidamente saccheggi e distruzioni si sono moltiplicati, causando interruzioni al porto di Durban e colpendo anche le operazioni nel porto di Richards Bay e su varie linee ferroviarie nazionali per il trasporto merci. Durban ha uno dei terminal di spedizione più trafficati del continente africano ed è un hub specializzato per le esportazioni, comprese quelle di materie prime agricole e le importazioni come petrolio greggio e prodotti petroliferi. Richards Bay, a sua volta, è sede di un importante terminal per l’esportazione di carbone. L’Associazione sudafricana degli spedizionieri ha dichiarato a Reuters che i servizi sanitari portuali a Durban sono stati chiusi, impedendo di fatto alle navi di attraccare perché non è stato possibile eseguire i test covi-19.