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directions_cartraindirections_boatflightL'economia festeggia Joe Biden 46° presidente degli Stati Uniti

Borse in rialzo per il vincitore, a cui tocca ricucire gli strappi fatti da Trump

Si chiama Joseph Robinette Biden Jr, è nato a Scranton, in Pennsylvania, il 20 novembre 1942. Meglio noto come Joe Biden, è il 46esimo presidente degli Stati Uniti. La vittoria è arrivata dopo tre giorni di incertezze e un conteggio lentissimo, nemmeno ancora concluso (in California le schede postali possono arrivare fino al 20 novembre). La chiave di volta è stata la Pennsylvania, il suo Stato natale, che gli ha dato i 20 grandi elettori necessari per oltrepassare la soglia dei 270 voti elettorali necessari. Lo stesso Stato che, quattro anni fa, decretò la sconfitta di Hillary Clinton

Da sola, l'elezione ha già consegnato alla storia Biden, perché è il più anziano presidente mai eletto (a 77 anni) e perché, per la prima volta, va alla Casa Bianca con una donna come vicepresidente: Kamala Harris, discendente di immigrati indiani e giamaicani. Ma Biden entra nella storia, e soprattutto nella cronaca, anche perché il suo sfidante, l'ormai ex presidente Donald Trump, non ha nessuna intenzione di andare via da White House. Al momento della vittoria di Biden era a giocare a golf: non ha riconosciuto la sconfitta, e non sembra intenzionato a farlo. A vederla con un po' di ironia tipicamente italica, sembra come lo sfrattato che viene trascinato fuori dall'abitazione dalle forze dell'ordine. Eppure, con l'elezione di Biden, anche Trump entra nella storia: è il quarto presidente a non essere rieletto dal dopoguerra a oggi, dopo Gerald Ford nel 1976, Jimmy Carter nel 1980 e George H. W. Bush nel 1992. 

A festeggiare la vittoria, ci pensano le Borse. L'Asia, ha vissuto una giornata in gran spolvero con tutti gli indici posiviti (il Nikkei ha portato a casa oltre il 2%). Anche Wall Street ha aperto positiva oggi festeggiando Biden (e il vaccino Pfizer) ma è soprattutto l'Europa a gioire della vittoria, con gli indici delle principali piazze sopra il 5% (il Cac 40 francese è arrivato a toccare anche l'8%, il Ftse Mib italiano è andato oltre il 5,6%). La reazione del mercato all'elezione di Biden non è un caso. Perché, come sostengono gli esperti, a tradire Trump è stata più l'economia che il covid, che il terrorismo, la sicurezza e la sanità. All'ex-presidente non è stato perdonato il cares act da 2,2 trilioni di dollari, messo in atto per combattere la pandemia covid e che invece non ha tirato fuori dalla crisi gli Stati Uniti: i democratici avevano anche proposto un Hereoes act da altri 2,2 trilioni, ma Trump lo ha bloccato fino alle elezioni, Negli ultimi tre anni di presidenza Obama la crescita del pil Usa era stata, in media, del 2,3%: nei primi tre anni di presidenza Trump è cresciuto solo del 2,5%, nonostante il tanto sbandierato Make America great again. 

In chiaroscuro anche i quattro anni di disoccupazione e povertà. La prima, a febbraio, era al 3,5%, ai minimi degli ultimi 50 anni: considerando però i posti di lavoro creati in valore assoluto, nei primi tre anni di mandato l'amministrazione Trump ha generato 6,4 milioni di posti di lavoro in più, mentre gli ultimi tre anni di presidenza Obama ne avevano creato oltre 7 milioni in più. Poi c'è la povertà: rispetto al 2018, nel 2019 c'erano 4,2 milioni di persone in meno sotto la soglia di povertà, il 10,5% della popolazione, con la comunità afroamericana per la prima volta sotto il 20%, al 18,8%. Ma i repubblicani, ricordiamolo, hanno proposto di ridefinire il concetto stesso di povertà, cambiando il meccanismo di misurazione dell’inflazione rispetto alla soglia minima: di fatto, rendendo più difficile a molti cittadini beneficiare dei programmi di sostegno. Non ultimo, dei tagli alle tasse hanno beneficiato solo i ricchi, dopo il taglio del 3% per le persone nella fascia di reddito più alta, e le società, con l'abbassamento dal 35% al 21% dell'aliquota. Fra tagli di norme e di tasse, a guidare la crescita è stata la spesa pubblica che però, alla fine, è gonfiata a dismisura: nel 2019, e fino al 2021, Trump ha promosso la sospensione del tetto fissato nel 2011, consentendo l’incremento oltre misura dell’indebitamento e del deficit federale.

Stando così le cose, Biden è chiamato a ricucire una serie di strappi. Secondo Quentin Fitzsimmons, gestore obbligazionario di T. Rowe Price, "tutti i segnali suggeriscono che il neo presidente adotterà un atteggiamento duro nei confronti della Cina riguardo alle pratiche di mercato e ai diritti umani, ma cercherà di costruire delle partnership multilaterali e di esercitare leve al di là del commercio in qualsiasi rinegoziazione del rapporto Usa-Cina". Non solo. Sono in tanti a pensare che Biden darà priorità a un ulteriore pacchetto di stimoli fiscali per aiutare l’economia a proseguire nella ripresa, dopo il notevole rallentamento indotto dal covid-19. Secondo Mark Vaselkiv, Cio di T. Rowe Price, Biden ha proposto di "aumentare la tassazione sulle imprese per dimezzare il taglio delle tasse previsto dal Tax Cuts and Jobs Act del 2017. Il piano di Biden prevede anche di aumentare la tassazione sul reddito delle aziende dal 21% attuale al 28%, un livello ancora notevolmente inferiore rispetto al 35% del pre-TCJA". È probabile, insomma, che Biden tenterà anche di aumentare le tasse sul reddito estero delle società statunitensi e di istituire una forma di imposta minima alternativa per le aziende, in pratica vanificando quanto costruito da Trump. IL nuovo presidente, secondo il report di T. Rowe Price, vuole raggiungere “maggiori spese federali e incentivi fiscali per creare posti di lavoro e guidare lo sviluppo economico attraverso la ricostruzione di infrastrutture critiche". Una spinta, sostiene il report, che si concentrerebbe sulla riduzione delle emissioni di carbonio e sull'investimento in tecnologie per l'energia pulita, ma che potrebbe essere ostacolata dall'opposizione repubblicana al Congresso. A beneficiare dell'ambizioso piano Biden, se andrà a buon fine, potrebbero essere le aziende specializzate in compressori d'aria, ferrovie, aerei commerciali, veicoli elettrici e gas industriali. Al contrario, indica il report di T. Rowe Price, dopo sette anni di aumenti le spese per la difesa vedranno probabilmente diversi anni di traiettoria discendente.