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directions_carIl Piemonte nella top five dell'innovazione con trasporti e mobilità green

Il 23,7% delle domande di brevetti nel 2019 riguarda i trasporti, il 45,6% la mobilità green

Il Piemonte si conferma una delle regioni italiane più attente alle nuove tecnologie. Secondo l’analisi effettuata da Unioncamere–Dintec, sulla base dei brevetti pubblicati dall’Epo, l'European Patent Pffice, emerge come nel periodo 2010-2019 in Italia si contino 38.970 domande di brevetti Epo a livello nazionale. Nel solo 2019, sempre a livello nazionale, le domande ammontano a 4242, dato che pone l’Italia al quarto posto della classifica europea per numero di brevetti, alle spalle di Germania, Francia e Paesi Bassi. Il Piemonte, con 4063 domande di brevetti Epo depositate nel periodo 2010-2019, appare come uno degli attori principali dell’innovazione italiana: nel solo 2019, le domande di brevetti in Piemonte sono state 395, il 9,3% del totale nazionale, quota che pone il Piemonte al quarto posto dopo Lombardia (32,6%), Emilia Romagna (17,5%) e Veneto (13,5%).

A trainare tutta questa voglia di innovazione c'è il settore della mobilità e dei trasporti. secondo l'analisi di Unioncamere, infatti, tra i settori tecnologici in cui sono ripartite le 395 domande depositate in Piemonte nel 2019 prevale quello delle tecniche industriali e dei trasporti, con il 27,3% delle richieste, seguito dalle necessità umane (18,6%) e dal macro gruppo meccanica, illuminazione e riscaldamento (13,5%). Il settore dei trasporti svetta anche a guardare la componente tecnologica green, sulla quale l’Italia sta fortemente investendo negli ultimi anni. Ebbene in Piemonte, nel 2019, le domande di brevetto Epo per tecnologie verdi sono state 26, circa il 10% del totale nazionale e, tra i campi che hanno sottoscritto il maggior numero di richieste, troviamo i trasporti (45,6%), la gestione dei rifiuti (22,8%) e le energie alternative (22,2%).

L'altro grande segmento è dato dalle tecnologie Ket (Key Enabling Technologies), quelle che la Commissione europea ha definito abilitanti e che comprendono “sistemi di produzione e servizi, processi, impianti e attrezzature associati, compresi automazione, robotica, sistemi di misurazione, elaborazione delle informazioni cognitive, segnali, elaborazione e controllo della produzione mediante sistemi di informazione e comunicazione ad alta velocità”. Nel 2019, secondo i dati Unioncamere-Dintec, in Piemonte le domande per queste tecnologie sono state 66, l’8% di quelle nazionali. La prima tra le sei categorie che raggruppano le Ket (biotech, fotonica, materiali avanzati, nano e micro–elettronica, nanotecnologie e manifattura avanzata) è quella dell’advanced manufacturing, le tecnologie che afferiscono al mondo della robotica in senso lato, nella quale sia l’Italia che il Piemonte hanno investito in misura preponderante.

"Il Piemonte si conferma una regione capace di innovare e di cogliere le sfide che la tecnologia e l'intelligenza artificiale ci hanno lanciato -commenta Paolo Bertolino, segretario generale di Unioncamere Piemonte-. All'interno dei brevetti Ket, la nostra regione si posiziona al 4° posto, dopo Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, con 537 brevetti dal 2010 al 2019 nel campo dell'automazione industriale, dei robot e dell'intelligenza artificiale . Guardando invece ai 4242 brevetti italiani depositati nel 2019, si vede che quattro regioni, ossia Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, hanno concentrato il 73% del totale. Infine, nella top 10 a livello provinciale, Torino è al terzo posto, dopo Milano e Bologna. Insomma, Il Piemonte, con Torino che vedrà nascere l'Istituto italiano per l'intelligenza artificiale, ha tutte le carte in regola per fare la differenza negli ambiti all'interno dei quali si giocherà il nostro futuro, primi fra tutti il green e il medicale".

Nel contesto regionale, il ruolo principale è svolto da Torino, che genera oltre il 68% delle domande, seguita da Cuneo e Novara, entrambe con una quota dell'8,9% del totale piemontese. Al quarto posto si colloca Alessandria con l’8%. Un peso minore è esercitato da Vercelli (2,0%), Asti (1,8%), Biella (1,3%) e Verbania (0,8%). Analizzando le domande depositate in Piemonte in base al richiedente emerge chiaramente l’importanza assunta, in questo contesto, dal tessuto imprenditoriale, che genera quasi 9 domande su 10. Seguono, con un’incidenza decisamente inferiore, i soggetti privati e gli enti di ricerca.