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La zelante Ansfisa mette in scacco la logistica

L'Agenzia emette una serie di restrizioni che paralizzano l'import-export su rotaia

Non c'è pace sotto il cielo della logistica. Mentre il settore dei trasporti eccezionali è paralizzato dalla modifica al Codice della strada del dl Infrastrutture, una tegola si abbatte sul trasporto ferroviario. A finire sotto accusa è, ancora una volta, l'Ansfisa, l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali guidata (da maggio scorso) da Domenico De Bartolomeo.

Cosa è successo è presto detto. Per ottemperare al regolamento europeo Sti Noise che mira a ridurre l'inquinamento acustico, i proprietari di carri merci hanno dato il via a una serie di investimenti. Finanziamenti sostenuti da un'apposita legge italiana, e da alcuni fondi comunitari, che riguardano l'installazione, sul retrofitting dei carri, delle cosiddette "suole LL" simili a pastiglie dei freni ma in materiale organico.

A causa di una serie di problematiche dovute al surriscaldamento del materiale, Ansfisa ha emesso, senza preavviso, una serie di restrizioni che stanno paralizzando l'import-export su rotaia, visto che devono essere operative immediatamente. Una nuova norma sul trasporto ferroviario che rischia di mettere in ginocchio la catena di fornitura di un settore strategico come quello energetico.

"La nota di Ansfisa, che non aggiunge nulla in termini di sicurezza, pregiudica la sostenibilità del sistema ferroviario cargo in un momento di forte rilancio vanificando gli sforzi fatti negli ultimi dieci anni dai governi a favore dello shift modale -sottolinea Vittorio Gatti, consigliere Assoferr responsabile della categoria delle merci pericolose, in un'intervista a La Verità- La mancata rimodulazione in tempi strettissimi del provvedimento genererà, a breve, il blocco di impianti industriali strategici per il Paese, come quello siderurgico e petrolchimico".

Ansfisa sembra avere toppato di nuovo, sicuramente in buona fede. Come ha già fatto per i trasporti eccezionali, la preoccupazione di tutelare le infrastrutture e la sicurezza del Paese crea effetti collaterali che superano, di molto, i benefici.

In un mercato in carenza strutturale di offerta a ridosso dell'aumento dei consumi invernali, un'altra restrizione sul lato delle forniture rischia di avere un impatto ancora più rialzista sui prezzi di quanto sta facendo il mercato. Non solo: bloccare i trasporti eccezionali rappresenta anche un problema per l'export.

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