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directions_boatL'elezione di Joe Biden cambia volto ai traffici marittimi

Rinfuse e container invece che petroliere: secondo VesselsValue sarà questa la politica commerciale del nuovo presidente. L'Italia guarda con apprensione alle crociere

A pochi giorni dall'elezione di Joe Biden a 46° presidente degli Stati Uniti, si comincia a parlare dei futuri rapporti commerciali con il nuovo numero uno della Casa Bianca. Un report di VesselsValue, una delle maggiori banche dati sul trasporto marittimo, apre uno scenario interessante sostenendo, in parole povere, che se con Donald Trump hanno festeggiato le petroliere, con Joe Biden sarà festa grossa per portacontainer e rinfusiere. Negli ultimi quattro anni, dicono i dati, il mercato delle cisterne da e per gli Stati Uniti ha beneficiato dell’abolizione, decisa dall’amministrazione Obama, del divieto di esportazione del greggio oltre i confini nazionali un provvedimento che, con solo nel primo anno dell'amministrazione Trump, ha fatto schizzare a +159% i commerci, soprattutto quelli verso l’Asia. La Corea del Sud rest il primo mercato con 276 milioni di tonnellate ricevute tra ottobre 2019 e ottobre 2020, la Cina seconda (17,3 milioni).

Con Biden, adesso le aspettative cambiano, proiettandosi su due settori che hanno sofferto di più per le tensioni con la Cina: rinfusiere e container. Dal 2018 e dall’inizio della guerra commerciale, le esportazioni di rinfuse solide dagli Usa (in particolare soia e mais) non hanno più beneficiato dei tradizionali mega-picchi estivi (mediamente +140%) verso la Cina, così come nel container forte è stata l’influenza negativa sulla rotta trans-pacifica, la seconda autostrada globale delle merci dopo quella tra Asia ed Europa.

"È presto per capire se le politiche di Biden porteranno vantaggi o svantaggi a un settore piuttosto che a un altro. Il fattore di maggior peso rimarrà ancora a lungo il coronavirus. Quindi forse, più che i rapporti commerciali come li abbiamo conosciuti fino a prima della pandemia, conterà molto l’atteggiamento che avrà la prossima amministrazione nei confronti del covid 19", spiega Mario Mattioli, presidente di Confitarma, la confederazione nazionale degli armatori.

Un tema riguarda da vicino l’industria marittima italiana e decine di migliaia di lavoratori marittimi ed è quello della crocieristica. Con Trump l’amministrazione sanitaria ha predisposto rigidi protocolli, che pure con tempi lunghi permetteranno una ripartenza: "Penso che si tratti di misure molto efficaci, e non credo che il cambio di colore al governo Usa possa determinare una marcia indietro: del resto l’Italia, pioniera in questo campo, non è certo guidata da un governo di centrodestra. Il problema purtroppo oggi è il mercato, e la comprensibile minore inclinazione e possibilità delle persone a spostarsi e intraprendere dei viaggi", sottolinea Mattioli.

"Se la nuova amministrazione Biden sceglierà nuove vie di confronto internazionale, interrompendo l’escalation nella guerra dei dazi, per chi opera nei trasporti marittimi internazionali sarà una buona notizia. E lo sarà anche per le imprese italiane e più in generale per l’economia nazionale che ha nel commercio con l’estero il proprio asset principale", afferma Stefano Messina, presidente di Assarmatori.