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directions_carDal primo gennaio in vigore l’autotrasporto europeo a punti

Il sistema ricorda quello della patente di guida

Il 2021 è sempre più vicino e segnerà un cambiamento molto importante per quel che concerne gli autotrasporti del continente europeo. Dal prossimo 1° gennaio, infatti, ci sarà l’entrata in vigore ufficiale del cosiddetto "registro europeo dell’autotrasporto", meglio noto con la sigla Erru. L’acronimo sta a indicare l’European register of road transport, una sorta di sistema a punti, un po’ come avviene con la patente di guida per intenderci. In questo caso, l’obiettivo è quello di valutare quanto sono affidabili le imprese che si occupano di questo settore e dunque anche la legittimità a mantenere l’autorizzazione per il trasporto in conto terzi. In realtà, questo sistema doveva debuttare molto tempo fa. Si è parlato più volte del 2014 come anno effettivo dell’entrata in vigore, di conseguenza il ritardo è evidente e sono serviti i richiami della Commissione Europea per velocizzare il tutto.

Il problema principale è stato rappresentato da diverse Nazioni che non hanno predisposto un registro elettronico nazionale, così da poter fornire la prima base per quello comunitario. Oltre ad essere un albo di aziende autorizzate e legittimante, l’Erru sarà fondamentale anche per il controllo delle eventuali violazioni normative: il punteggio si baserà sulla gravità delle infrazioni, facendo rischiare volta per volta l’esclusione vera e propria. In pratica, l’impresa di autotrasporto parte con un punteggio iniziale (la classica dotazione come nella già citata patente di guida), in base alle dimensioni e altri parametri industriali. In caso di violazioni legislative, il punteggio viene decurtato e quando si annulla l’impresa stessa è impossibilitata a svolgere le sue normali attività. Tra le infrazioni da tenere sott’occhio ci saranno soprattutto quelle relative ai cronotachigrafi, tempi di guida e riposo e il peso complessivo dei mezzi pesanti.