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directions_carStellantis: un’acquisizione più che una fusione

Denuncia la Cub: "i lavoratori dovranno difendere il posto di lavoro"

Anas Anas

Dopo l’approvazione da parte delle assemblee del Gruppo PSA (Peugeot) e i voti favorevoli del 99,15% degli azionisti di FCA (Fiat-Chrysler), la decisione della formazione di Stellantis, è ufficiale. "È un’acquisizione più che una fusione – sottolinea Walter Montagnoli, Segreteria Nazionale CUB – è l’implicito ridimensionamento della filiera automobilistica italiana. Il mercato europeo dell'auto è in difficoltà e questo passo comporterà ad una razionalizzazione della produzione. Ma sappiamo che la sovracapacità produttiva può portare a chiusure o allo snellimento di produzioni e stabilimenti. Al tempo stesso il cambiamento tecnologico della produzione e del prodotto potrà far peggiorare ancor più le prospettive occupazionali".

"È già noto ad esempio che le nuove auto di piccola cilindrata del gruppo si baseranno sulla piattaforma Psa e saranno costruite in Polonia ridisegnando anche la rete dei fornitori – precisa Walter Montagnoli - Fca risolverà i suoi problemi in un recinto più ampio utilizzando progetti di altri, ma inevitabilmente sui lavoratori ricadranno gli effetti di una nuova riorganizzazione. A parole, come sempre, si promette che tutti i lavoratori e tutti gli stabilimenti saranno protetti. Ciò potrà esser vero dal lato Psa, nella quale è presente una partecipazione azionaria pubblica e ricoprirà ruoli di comando importanti. Difficile prevedere tutele in Italia sapendo che, Fiat prima e Fca poi, hanno portato fuori dall’Italia tutti i centri decisionali nel silenzio assoluto dei governi e della politica".

"C’è perciò da riflettere – conclude Walter Montagnoli - su come dovranno essere protetti gli interessi dei lavoratori, quale sarà il destino degli stabilimenti e dei lavoratori della Fca e quello delle imprese produttrici di componenti disseminate in tutto il nostro Paese".