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directions_carItalia pronta ad acquisire una quota azionaria di Stellantis

Ne ha parlato il viceministro dell'Economia Misiani

Parola di Antonio Misiani: il numero due del ministero dell’Economia è stato molto chiaro in merito alla recente costituzione di Stellantis, Gruppo automobilistico destinato il quarto più grande al mondo dopo la fusione di Psa e Fca. Secondo il viceministro, infatti, l’Italia potrebbe rilevare una quota di partecipazione di questa società e il motivo è facilmente intuibile. Un investimento del genere viene considerato vantaggioso e utile da più parti, senza dimenticare la presenza fondamentale di un marchio come Fiat in questo sodalizio. L’operazione è stata quantificata economicamente in 52 miliardi di dollari. Non ci sono stati commenti dalla stessa Fca e da Psa alle parole di Misiani, il quale è stato intervistato nelle ultime ore dal quotidiano "La Repubblica". Ecco le parole del numero due di Via XX Settembre: "Una possibile presenza dello Stato italiano nel capitale del nuovo gruppo, simile a quella del governo francese, non può e non deve essere un tabù".

Le intenzioni sono dunque chiare e l’assetto societario potrebbe cambiare a breve. L’investitore più importante di Stellantis in questo momento è Exor, detentore di una quota azionaria pari al 14,4%. La holding in questione è proprietà della famiglia Agnelli, a sua volta azionista principale di Fca. Un’altra quota rilevante è quella della banca francese Bpi (6,2% per la precisione). Stellantis viene considerata da Misiani una opportunità fondamentale per creare nuovi posti di lavoro e potenziare la presenza industriale del nostro Paese. Infine, il viceministro ha aggiunto come sarebbe necessario superare la logica dei meccanismi di incentivazione già messi in atto e di adottare una nuova prospettiva di medio-lungo termine puntando sui benefici ambientali. Il quarto Gruppo dell’industria delle quattro ruote è appena nato e sono in corso valutazioni economiche che dureranno ancora a lungo.