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flightNegli Usa arriva la svolta sui droni per il delivery

Le nuove regole della Faa impongono l'ID remoto per il tracciamento

Urbeaero Urbeaero

La svolta è arrivata a fine 2020, grazie alla Faa, Federal Aviation Administration statunitense. I droni ed il mondo del delivery possono iniziare a vivere una nuova stagione, dopo che Faa ha pubblicato le regole che riguardano i droni ed il loro impiego. Le nuove norme entreranno in vigore 60 giorni dopo la pubblicazione nel registro federale, prevista per l’inizio di gennaio 2021. Dopodiché i produttori di droni avranno 18 mesi per iniziare a produrre droni con ID remoto, mentre gli operatori avranno un anno in più per iniziare ad utilizzare i droni con sistemi di tracciamento.

Le nuove normative forniscono, infatti, una maggiore flessibilità per operare con piccoli velivoli senza pilota di peso inferiore a 25 kg, senza l'obbligo di evitare di sorvolare persone o di non poter viaggiare di notte: droni che operano con il buio devono essere dotati di luci anticollisione che possono essere viste per tre miglia. Ulteriore flessibilità deriva dalla regola di identificazione remota che elimina il requisito della connessione ad internet per trasmettere i dati sulla posizione. Ogni drone dovrà avere un ID remoto, che sarà l’equivalente di una targa digitale: scompare, dunque, l’obbligo di essere connesso ad internet. L’ID include il numero di serie del drone o un numero ID di volo univoco, la latitudine, la longitudine e l’altitudine dell’aereo senza pilota e la stazione di controllo: contiene, inoltre, uno stato di emergenza ed un riferimento temporale.

Ai droni sarà richiesto di trasmettere direttamente le informazioni di identificazione e posizione con tecnologia a radiofrequenza come Wi-Fi o Bluetooth, il che li permetterà di dotarsi di un modulo di trasmissione separato. Rigida invece la richiesta agli operatori di droni di avere i loro certificati di pilota remoto sempre con loro, pronti per essere esibiti se contattati dalle autorità. In pratica, le nuove regole richiedono che i sistemi Uas, ossia Unmanned Aircraft Systems, in pratica gli aeromobili senza pilota a controllo remoto, trasmettano informazioni di identificazione o posizione: solo così le autorità consentiranno agli operatori di piccoli droni di sorvolare persone e veicoli di notte ed in determinate condizioni.

Le norme Faa costituiscono una svolta perché parlano direttamente di consegna di pacchi e merci, oltre che della piena integrazione dei droni nello spazio aereo nazionale. La capacità di monitorare i droni è finalizzata alla sicurezza pubblica perché offre ai funzionari delle forze dell’ordine un modo per scoprire se vengono pilotati in modo non sicuro o su infrastrutture sensibili come aeroporti ed installazioni militari. La consapevolezza dello spazio aereo riduce il rischio di interferenza dei droni con altri aeromobili, persone e proprietà a terra.

Il prossimo importante passo verso l’integrazione nello spazio aereo è rappresentato dallo sviluppo di regole per le operazioni oltre la visuale, che attualmente richiedono una deroga pur essendo il nodo cardine dell’interesse di quanti operino nel settore delivery. Non a caso Amazon dall’inizio del 2020 ha una licenza per trasportare pacchi oltre la linea visiva dell’operatore, mentre Prime Air sta sviluppando un servizio di consegna autonomo con droni; anche le filiali di Alphabet Wing ed Ups hanno già ricevuto le licenze Faa e sono in corso programmi pilota.

Gli esempi di questo tipo di deroghe sono diversi: Wing consegna pacchi per FedEx, Walgreens, Ups medicinali soggetti a prescrizione per Cvs nella Carolina del Nord. Sempre in Carolina, Walmart ha collaborato con l’operatore di droni Flytrex per la consegna a domicilio di alcuni articoli dai negozi e con DroneUp per i test covid-19 in tre città. L’interesse per l’utilizzo di droni oltre la linea visiva dell’operatore non è limitato alle consegne: la ferrovia di classe I Bnsf Railway ha presentato una petizione alla Faa per una deroga utile a far funzionare a distanza fino a cinque aeromobili senza pilota su lunghe distanze per l’ispezione ferroviaria ed il pattugliamento della sua proprietà privata.

Gli sviluppatori e gli operatori di droni, che rappresentano il segmento di trasporto in più rapida crescita degli Usa, con oltre 1,7 milioni di registrazioni di droni e 203.000 piloti remoti certificati Faa, hanno accolto con favore i nuovi regolamenti. Anche perché, di fatto, l'autorità americana ha approvato in pieno le richieste degli addetti del settore dei veicoli automatizzati e di diversi decisori politici, i quali avevano avvertito che, se le normative statunitensi per la commercializzazione non avessero tenuto il passo con i progressi tecnologici, gli sviluppatori di droni avrebbero portato la produzione fuori dagli Stati Uniti.

"Le regole rilasciate sono passaggi fondamentali verso i futuri regolamenti degli aeromobili senza pilota: consentiranno operazioni più complesse, anche oltre la linea visiva, per la consegna dei droni, le operazioni di sicurezza pubblica e l’ispezione delle infrastrutture. Il remote ID è anche fondamentale per lo sviluppo di un sistema di gestione del traffico Uas che funziona insieme al sistema di controllo del traffico aereo esistente per gli aeromobili con equipaggio", spiega in una nota l’Association for Unmanned Vehicle Systems International, organizzazione internazionale senza fini di lucro dedicata alla promozione ed al supporto dell'industria dei sistemi senza pilota e della robotica.