info

cancel

directions_carPiano vaccini, prima trasporti e logistica

Lo chiede il presidente di Confetra, Guido Nicolini

Urbeaero

"Se fosse possibile vi chiederei di valutare la possibilità che il nostro personale sia quanto prima coinvolto nella campagna vaccinale al pari di altre categorie professionali ‘indispensabili’ allo svolgimento delle funzioni fondamentali della nostra civile ordinaria vita quotidiana". È l’appello che Guido Nicolini, presidente di Confetra, rivolge con una lettera pubblica al premier Giuseppe Conte, al ministro della Salute Roberto Speranza, al ministro dei Trasporti Paola De Micheli e al commissario straordinario per emergenza covid-19 Domenico Arcuri.

"Nelle scorse settimane tutte le organizzazioni di rappresentanza del settore trasporto merci e logistica hanno rivolto al governo unanime appello affinché i nostri lavoratori, oltre 1 milione, possano rientrare fin da subito nel Piano vaccini che il commissario Arcuri sta conducendo e coordinando - scrive Nicolini - Come ben sapete le nostre aziende non si sono mai fermate, neanche nei drammatici 59 giorni di lockdown totale della scorsa primavera, garantendo ai cittadini generi di prima necessità, agli ospedali ed alle farmacie i necessari rifornimenti di farmaci e medicinali, alle imprese gli approvvigionamenti di materie prime e semilavorati per continuare a produrre, vendere ed esportare".

"Eravamo, siamo e saremo anche in futuro impegnati a garantire quel minimo di normalità e di vita quotidiana, divenuti drammaticamente il bene più prezioso durante questa faticosa e sfiancante stagione caratterizzata da limitazioni e restrizioni tanto indispensabili quanto estranee al nostro modo di vivere - prosegue Nicolini - I nostri lavoratori, nei porti, nelle cargo city degli aeroporti, sui treni merci, sulle piattaforme logistiche, nei magazzini, alla guida di automezzi e furgoni, sono stati e sono in prima linea, protetti anche grazie alle misure assunte dagli speciali protocolli anti covid, ma pur sempre h24 in giro per l’Italia, per l’Europa, per il mondo per soddisfare le esigenze primarie del sistema paese".

"La drammatica crisi economica che stiamo vivendo, ed in conseguenza le contrazioni di volumi movimentati e fatturati, avrebbe potuto indurre molte nostre imprese ad usufruire degli ammortizzatori sociali e sospendere, momentaneamente, le attività. Ma noi non possiamo permettercelo, essendo la logistica di fatto - seppur non di diritto - un servizio di pubblica utilità essenziale a garantire la sopravvivenza della nostra comunità", conclude Nicolini.