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trainFerrovie: Eurostar è sempre più vicina al fallimento

La scarsa domanda di viaggi ha inasprito la crisi

Ferrovie dello Stato Italiane

Crisi, anzi catastrofe: non ha usato mezzi termini Jacques Damas, amministratore delegato di Eurostar, per descrivere le condizioni attuali e future della società che rappresenta, un nome “pesante” in ambito ferroviario. Il servizio ferroviario ad alta velocità che collega Londra a Parigi e Bruxelles attraverso il tunnel della Manica non è mai andato così male come on questo momento. Il fatturato è infatti sceso di 80 punti percentuali a causa della bassissima domanda di viaggi provocata dalla pandemia da coronavirus. Il fallimento si starebbe dunque avvicinando e c’è chi parla della prossima primavera come momento più probabile. Le richieste di biglietti hanno sfiorato addirittura il 100% negli ultimi tempi e attualmente vengono garantiti soltanto due servizi di andata e ritorno ogni giorno, una situazione ben diversa da quelle a cui Eurostar ha abituato. Le indiscrezioni del quotidiano britannico “Financial Times” non lasciano spazio ad alcun dubbio.

Gli azionisti della compagnia, partecipata in minima parte di recente anche dal Belgio, hanno versato nelle casse della compagnia 200 milioni di Euro per il sostegno in tempo di crisi, denaro che però non è bastato. Che cosa dovrebbe succedere per scongiurare la soluzione finale più triste? Il rimedio è presto detto: lo stesso Damas ha sottolineato come i finanziamenti governativi siano fondamentali per l’azienda di trasporto ferroviario, altrimenti la sopravvivenza diventerebbe una chimera. La richiesta è quella di imitare l’esempio del trasporto aereo, con un sostegno economico che ha in parte tamponato le perdite e che, sempre secondo l’ad, non è stato preso in considerazione per i treni. Tra l’altro, lo scenario di marzo è reso ancora più probabile dal poco supporto inglese all’azienda nel Regno Unito, visto che Eurostar viene considerata troppo francese (in Francia accade l’esatto contrario).