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Auto elettrica: Pechino versus Bruxelles

Yadong (ministro commercio): "Misure restrittive danneggeranno consumatori europei"

La Cina è preoccupata dalla procedura speciale di registrazione doganale prevista dall'Unione europea per i veicoli elettrici fabbricati nel Paese del Dragone. Tali mezzi sono infatti soggetti, a partire dal 7 marzo, ad una speciale procedura di registrazione doganale da parte della Commissione europea, quale misura protezionistica. Bruxelles vuole in parte limitare la creazione di monopoli nel Vecchio continente. 

"Le misure non faranno altro che aggiungere oneri al normale commercio di veicoli elettrici, ostacolare la cooperazione nel nuovo settore e danneggiare gli interessi dei consumatori europei". In ogni caso, oggi le esportazioni da Pechino "sono in linea con la domanda europea e non vi è alcuna cosiddetta impennata dell'import che danneggerebbe il mercato europeo", ha affermato il portavoce del ministero del commercio, He Yadong

Pechino è dal 2023 il più grande esportatore di automobili al mondo, ed il mercato europeo rappresenta il 47% delle spedizioni globali (dati Citi Research) di gennaio. La decisione di Bruxelles preoccupa anche la camera di commercio cinese, secondo cui Bruxelles ha bisogno dei veicoli elettrici del Dragone per il processo di transizione verde: dal motore endotermico a quello a batteria.

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