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directions_carTesla ordina ritiro 36 mila vetture in Cina

Ci sono problemi ed anomalie nel touchscreen

Anas Anas

Un ritiro su vasta scala: la celebre azienda di auto elettriche Tesla è protagonista in queste ore di una decisione drastica ma inevitabile che ha a che fare con i propri veicoli venduti in Cina. Che cosa è successo nel territorio del Paese asiatico? La casa fondata da Elon Musk ha ordinato di ritirare appunto oltre 36 mila modelli della berlina Model S e dello sport utility vehicle Model X. Il motivo è presto detto: queste macchine presentano dei potenziali guasti per quel che riguarda la funzionalità del touchscreen, di conseguenza si possono presentare seri rischi per la sicurezza dei conducenti. A mettere nero su bianco e quindi ad ufficializzare il tutto è stata l’autorità locale che si occupa della qualità e del controllo delle vetture. Il primo ritiro in assoluto risale allo scorso 5 febbraio e la suddivisione è stata contraddistinta da un maggior numero di berline a marchio Tesla. Si sta parlando infatti di oltre 20 mila Model S, mentre le restanti 15 mila unità fanno riferimento ai Suv.

Le importazioni e le produzioni, invece, sono state effettuate tra il 2013 e il 2018, stando sempre a quanto riferito dalle fonti del posto. I rischi, poi, sono quelli provocati dalle schede di memoria installate nei veicoli (8 GB nello specifico). Le stesse schede potrebbe anche essere sottoposte all’azione dell’usura, con una serie di malfunzionamenti del già citato touchscreen e vari difetti alle telecamere, fondamentali per effettuare la retromarcia e per il controllo dello sbrinatore. Altri problemi riscontrati da Tesla in Cina sono quelli delle luci degli indicatori di direzione. L’aggiornamento avverrà in modo del tutto gratuito, mettendo a disposizione delle versioni nuove di zecca dei software, con l’installazione immediata sulle vetture che sono state ritirate dal mercato cinese per scongiurare qualsiasi tipo di rischio.