Case automobilistiche di Detroit accusano l'Unione europea di mettere di fatto al bando i pickup full‑size sul mercato europeo. Lo scrive il "Financial Times", riportando le preoccupazioni dei produttori che temono che le nuove regole di omologazione, concordate lo scorso anno nell’ambito dei negoziati commerciali tra Ue e Stati Uniti ma non ancora ratificate, possano rendere impraticabile l’importazione di best seller come Ford F‑150, Chevrolet Silverado e Ram 1500. Il contesto è il recente accordo commerciale: Washington ha accettato di portare i dazi sui veicoli europei al 15%, mentre Bruxelles si è impegnata ad eliminare i dazi sulle auto statunitensi.
Tuttavia, parallelamente l’Ue sta inasprendo requisiti di sicurezza ed ambientali —in linea con gli obiettivi di Euro 7— per contenere emissioni e adeguare il parco circolante agli standard comunitari. Al centro della disputa è la revisione dell’Individual Vehicle Approval, la procedura che consente l’import limitato di veicoli con requisiti meno stringenti rispetto all’omologazione di serie. Il piano Ue, operativo dal 2027, intende avvicinare quei requisiti agli standard europei, rendendo l’omologazione più complessa ed onerosa per modelli pensati per il mercato nordamericano.
Un manager di una casa di Detroit, citato dall’"FT", sostiene che l’Europa detiene un vantaggio negoziale e che l’amministrazione Usa teme un uso delle norme tecniche come barriera commerciale non tariffaria. Anche l’ambasciatore Usa presso l’Ue, Andrew Puzder, ha sollevato dubbi: le modifiche proposte potrebbero contraddire lo spirito dell’accordo se si tradurranno in ostacoli ingiustificati all’accesso al mercato europeo.