Il porto di Anversa ha riaperto venerdì l'accesso al Mare del Nord dopo che una perdita di carburante marina aveva praticamente paralizzato il traffico nel secondo scalo europeo. L’incidente è avvenuto nella notte durante un’operazione di bunkering al molo di Deurganck, impiegato dalle grandi portacontainer per carico e scarico.
Le autorità portuali hanno confermato che la rotta principale sull'estuario della Schelda è di nuovo percorribile, ma il molo interessato rimane chiuso in attesa di bonifica. Squadre specializzate ed unità antinquinamento — tra cui la nave "Pieter Coecke" — sono impegnate nello spegnimento della chiazza e nella rimozione del prodotto idrocarburico da terminal, chiuse ed aree sensibili. Secondo il porto, la fonte della fuoriuscita è stata bloccata; il monitoraggio prosegue per valutare il rischio sulle sponde e sulle riserve naturali circostanti. Fonti locali indicano che la macchia si è estesa per almeno tre chilometri.
La portacontainer coinvolta sarebbe la MSC Denmark VI; l’armatore MSC ha confermato il coinvolgimento ma ha fornito poche informazioni, sottolineando che la priorità è la sicurezza dell’equipaggio, dell’infrastruttura e dell’ambiente. L’associazione ambientalista Climaxi ha richiamato l’attenzione sui rischi legati al rifornimento alle banchine, che spesso mette a rischio avifauna ed anfibi in habitat costieri come le zone umide di Doelpolder.
Il porto di Anversa, con una superficie paragonabile ad oltre 22.000 campi da calcio, è la principale porta d’ingresso per merci verso l’Europa dopo Rotterdam: gestisce circa 267 milioni di tonnellate annue e migliaia di scali marittimi e fluviali. L’operatore portuale ha ribadito l’impegno a ridurre al minimo impatti operativi ed ecologici ed a riaprire in sicurezza le infrastrutture colpite.