Mercoledì 8 luglio, la Corte d'Appello di Bari ha espresso la propria sentenza sul tragico naufragio del traghetto Norman Atlantic, confermando l'assoluzione in secondo grado per l'armatore Carlo Visentini e per le società Visemar e Anek Lines. I giudici pugliesi hanno contestualmente alleggerito le sanzioni detentive per i soli tre membri dell'equipaggio precedentemente condannati, tra cui il comandante Argilio Giacomazzi, definendo in modo circoscritto le responsabilità individuali della catena di comando. La decisione chiude il capitolo penale delle persone giuridiche coinvolte nel disastro marittimo avvenuto nella notte tra il ventisette e il ventotto dicembre duemilaquattordici al largo dell'Albania, quando un devastante incendio nel garage provocò trentuno vittime e diciannove dispersi lungo la linea tra Patrasso e Ancona.
Questo verdetto d'appello consolida l'orientamento espresso dal Tribunale nel duemilaventitré, respingendo l'impianto della Procura che mirava a dimostrare gravi violazioni sistemiche delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Sul piano del diritto internazionale, il caso rappresenta una vicenda complessa a causa di una nave battente bandiera italiana, di proprietà veneta ma gestita da un noleggiatore ellenico, elemento che ha spinto i giudici a confermare la totale estraneità delle società.
Mentre in Grecia la magistratura del Pireo ha parzialmente condannato alcuni dirigenti di Anek Lines con pene poi attenuate dai meccanismi normativi locali, la giustizia italiana ha scelto di limitare la colpevolezza alle condotte specifiche tenute dagli ufficiali. Le associazioni dei familiari esprimono delusione per la progressiva prescrizione dei reati legati agli omicidi colposi, ma la decisione odierna, sebbene ancora impugnabile dinanzi alla Cassazione, dimostra chiaramente quanto l'intricata rete dei trasporti marittimi globali possa rendere frammentario l'accertamento giudiziario finale, lasciando a dieci anni dalla immane catastrofe un profondo senso di incompiutezza e incertezza per il futuro della sicurezza dei passeggeri europei che viaggiano quotidianamente sulle grandi autostrade blu del nostro mar Mediterraneo.