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Autovelox spenti in Friuli, ma per l'esodo estivo la mobilità non si ferma

Dopo lo stop a 47 apparecchi non omologati, i Comuni corrono ai ripari

Dalla mezzanotte di domenica 12 luglio 2026, le forze di Polizia locale del Friuli Venezia Giulia hanno spento quarantasette autovelox regionali non conformi alle nuove e severe direttive del Ministero dei Trasporti per evitare una valanga di ricorsi da parte degli automobilisti. Il provvedimento, che interessa ventisei dispositivi a Udine, diciassette a Pordenone, tre a Trieste e uno a Gorizia, recepisce il recente decreto ministeriale volto a fare chiarezza sulla storica e controversa distinzione tra approvazione e omologazione degli apparecchi di rilevamento. Nonostante lo stop forzato di quasi cinquanta rilevatori stradali, tra cui i diffusi modelli telelaser Ultralyte, l'offensiva contro l'alta velocità non subisce affatto una battuta d'arresto in concomitanza con l'inizio dei grandi flussi di traffico legati alle partenze per le vacanze estive.

I comandi municipali del territorio si sono immediatamente attivati per riorganizzare i servizi di pattugliamento attraverso l'utilizzo di strumentazioni già pienamente in regola o prenotando sessioni urgenti di taratura per i modelli conformi, come il moderno TruCam HD. Se a Trieste e Udine i comandanti pianificano una rapida ripresa delle attività di monitoraggio stradale una volta completati tutti gli adempimenti burocratici richiesti dal Viminale, in altre località i dispositivi mobili continueranno a presidiare i punti più critici. Restano inoltre pienamente operativi i principali spauracchi elettronici posizionati sulle grandi arterie di collegamento extraurbano e autostradale della regione.

I sistemi di rilevamento della velocità media installati lungo la superstrada Cimpello-Sequals e i tutor attivi sull'autostrada A23 all'altezza di Gemona continuano a funzionare regolarmente, essendo già dotati delle necessarie certificazioni ministeriali. Analogo discorso vale per le postazioni fisse collocate sulla Pontebbana a Codroipo e lungo la strada regionale tra Latisana e Lignano Sabbiadoro, mete tradizionalmente affollate dal turismo balneare. La sicurezza sulle strade friulane rimane quindi una priorità assoluta, difesa con tecnologie a norma di legge e controlli rigorosi.

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