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directions_carTci getta benzina sul fuoco dell'affaire Atlantia

Il fondo inglese non ci sta: valuta Aspi 12 miliardi di euro e si prepara allo scontro frontale

Non accenna a diminuire la tensione intorno all'affaire Atlantia, che controlla l'88% di Autostrade per l'Italia. In attesa delle riunioni del 28 e del 30 ottobre, il fondo attivista britannico Tci, uno dei critici più incalliti circa le posizioni assunte dal governo italiano, getta benzina sul fuoco. Cosa fa? Prima porta oltre il 10% la sua partecipazione nella holding dei Benetton poi dichiara a gran voce di valutare Autostrade 12 miliardi di euro, e non 9,5 miliardi, tanto quanto offerto da Cdp e soci.

Partiamo dall'aumento della partecipazione. Perché Tci - The children's investment fund, fondo nato a Londra nel 2003 a opera di Chris Hohn che versa una parte dei profitti a una fondazione per i bambini che vivono in povertà - ha portato la partecipazione in Atlantia a oltre il 10%? presto detto. perché così facendo, all'assemblea del 30 ottobre potrà alzare meglio la voce qualora continuasse a ritenere ancora insoddisfacente la proposta di Cassa depositi e prestiti. Secondo le comunicazioni fornite a Consob, di questo nuovo 10%, soltanto l’1,2% sarebbe costituito da azioni: il resto, ossia l'8,8%, è costituito da opzioni che danno il diritto di entrare in possesso di azioni entro una certa data prestabilita. L'8,1% avrebbe scadenza 5 agosto 2021, il resto scadrebbe il 22 settembre 2021 e il 14 settembre 2022.

Seconda cosa: Tci non gradisce l'offerta di Cdp. Facciamo un passo indietro. Lunedì scorso Cassa depositi e prestiti, con i fondi Blackstone e Macquarie, ha fatto l'offerta ad Atlantia, valutando Aspi fino a 9,5 miliardi di euro. Niente. Se Atlantia ritiene che Autostrade valga almeno un miliardo in più, Tci alza ancora di più la posta e sostiene un valore da 12 miliardi di euro. Peraltro, il fondo Tci - specializzato in investimenti con tecniche aggressive nell'immobiliare e nei concessionari, settori che garantiscono flussi di ricavi stabili nel tempo - ha dichiarato nella sua comunicazione a Consob, di non avere attualmente alcuna intenzione di acquistare il controllo di Atlantia: in quanto socio rilevante della holding Benetton, però, prevede di esercitare i suoi diritti di azionista e di continuare a mettere a disposizione della società i suoi punti di vista e le sue opinioni. Sempre Tci ha precisato chiaramente che “il livello della partecipazione potrebbe variare a seconda delle condizioni di mercato e delle valutazioni di investimento", ribadendo di fatto quanto già dichiarato in passato, ossia che non accetterà accordi penalizzanti su Autostrade nella trattativa con Cdp.