Riattivato oggi il canale di accesso alla darsena Pagliari

Firmata l’ordinanza per la riapertura del canale alle barche larghe massimo 4 metri e alte massimo 3,5 metri. Il ponte che ne garantiva la percorribilità è crollato 2 mesi fa

Torano un sospiro di sollievo gli operatori della nautica insediati nella darsena Pagliari, quella che un paio di mesi fa, a maggio, ha visto crollare su se stesso il ponte di accesso costruito appena dieci anni fa, nel 2010. Loro, che usufruivano del canale navigabile di accesso reso impraticabile dopo il cedimento del ponte, adesso possono tornare a navigare lo specchio acqueo. Il presidente dell’Adsp Mar Ligure orientale, Mario Sommariva, infatti, ha firmato questa mattina l’ordinanza che consente la riapertura del canale alle barche larghe massimo 4 metri e alta massimo 3,5 metri.

Fincantieri

La richiesta era stata inoltrata a gran voce dalle associazioni di categoria per consentire alle imprese operanti di potere riprendere il lavoro in un periodo come questo, caratterizzato dalla crescente necessità di messa a mare di imbarcazioni da diporto. "Abbiano tenuto conto delle richieste delle imprese, giustamente preoccupate per la propria operatività e per i propri dipendenti - spiega il presidente dell'AdSP del porto di La Spezia, Mario Sommariva - Abbiamo subito cercato di ovviare alla situazione ed oggi finalmente siamo riusciti a restituire il canale, anche se con limitazioni dovute ad imprescindibili questioni di sicurezza. L’AdSP - aggiunge Sommariva - avvierà ora un monitoraggio topografico del ponte Pagliari sulla base degli accordi presi con il consulente tecnico del pubblico ministero, previa installazione dei necessari dispositivi ottici".

Il canale, fino a oggi interdetto al transito delle barche per ragioni di sicurezza, è, dunque, nuovamente operativo, nei limiti e alle condizioni imposti da una accurata relazione tecnica. La decisione è stata presa dal presidente Sommariva dopo le indagini compiute dal professionista già incaricato di progettare e dirigere l’esecuzione degli interventi di messa in sicurezza del ponte, interventi realizzati all’indomani del dissesto. In questo senso è stato certificato, secondo quanto rende noto la stessa Authority, che "sussistono le condizioni per la riapertura in sicurezza del canale navigabile, seppur con talune limitazioni, e alla condizione che sia disposta una fila di boe luminose, già posizionate, atte a evitare che le imbarcazioni possano transitare sotto la zona occupata dai pistoni".

Proprio i pistoni di apertura del ponte, infatti, sono stati messi sul banco degli imputati all'indomani del crollo. Fu la Regione Liguria a comunicare il 12 maggio, giorno del crollo, che "il ponte mobile sembra essere collassato per il cedimento di un pistone del meccanismo di apertura e chiusura della stesso. Dopo il passaggio di una barca, mentre si stava richiudendo, un ingranaggio del movimento avrebbe ceduto, facendo collassare la struttura". Adesso, in considerazione della condizione di sequestro del ponte e delle esigenze connesse alle indagini in corso, l’AdSP ha rivolto all’Autorità Giudiziaria una specifica istanza, per riattivazione del canale navigabile in questione, ed ha ottenuto risposta positiva. Per ulteriore sicurezza, è stato attivato un sistema di videosorveglianza a protezione del ponte mobile.