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directions_carPininfarina Engineering, lavoratori chiedono aiuto a Conte e Mattarella

A gennaio potrebbero essere licenziati in blocco

Le istituzioni rappresentano l’ultima "carta" da giocare per i dipendenti di Pininfarina Engineering, la divisione dell’omonima azienda italiana che si occupa di servizi di ingegneria di prodotto e di processo. Pochi giorni fa si è decisa la messa in liquidazione, una scelta che rischia di far tornare a casa 137 persone. Gli addetti si sono quindi rivolti al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e a quello della Repubblica, Sergio Mattarella, per scongiurare un’ipotesi tanto dolorosa. I sindacati sono in prima linea da questo punto di vista e la Fim-Cisl (Federazione italiana metalmeccanici) ha inviato una lettera a Palazzo Chigi e al Colle per un intervento immediato e risolutivo. La speranza è che si possa sfruttare almeno la cosiddetta “cassa covid” per prolungare la tempistica e valutare meglio la soluzione al problema. Per ora Pininfarina ha detto no a una proposta del genere.

Come sottoscritto dai dipendenti, "l'azienda non ha valutato soluzioni alternative all'esubero di un così elevato numero di lavoratori, aggirando di fatto il blocco dei licenziamenti dichiarato a livello nazionale nel decreto Agosto, usufruendo, a nostro avviso, di una delle sue assurde eccezioni". Proprio per la giornata odierna, venerdì 13 novembre 2020, è stato fissato un incontro tra società e sigle sindacali. La data spartiacque sarà quella del prossimo 15 gennaio, quando i licenziamenti potrebbero diventare realtà, uno scenario che gli addetti non vogliono nemmeno immaginare. Il ramo di azienda della Spa torinese è in liquidazione a causa dell’emergenza sanitaria esplosa per il covid-19: la motivazione ufficiale è proprio questa, visto che non ci sarebbero più commesse per quel che riguarda l’automotive, come successo d’altronde ad altri settori industriali.