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directions_carLa giusta distanza fra cartello e autovelox secondo la Cassazione

I giudici hanno chiarito come bisogna regolarsi

Prima il cartello di preavviso e poi l’autovelox: la sequenza è semplice, anche se non è mai stata fatta troppa chiarezza sulla distanza che devono avere il segnale di avvertimento e il dispositivo che rileva la velocità dei veicoli. La Corte di Cassazione ha cercato di spazzare via qualche dubbio con una recentissima sentenza che può essere riassunta in poche parole: è sufficiente che tra i due punti ci sia un tratto congruo per consentire al conducente di rallentare. Un numero preciso di metri, quindi, non esiste nemmeno secondo i giudici di Piazza Cavour, il gestore stradale ha ampia discrezionalità, ma senza che si esageri in un senso o nell’altro. Interpretare il codice della strada non è spesso semplice, il Palazzaccio si è occupato stavolta del ricorso di un uomo multato appunto per eccesso di velocità.

Nel verbale che certificava la violazione dell’automobilista, infatti, si leggeva come il cartello fosse a 800 metri dall’autovelox, considerati troppo pochi per qualsiasi guidatore intenzionato a rientrare nei limiti. Per la Cassazione, il gestore deve limitarsi a informare chi guida, senza entrare nel dettaglio di quale dispositivo verrà usato per scovare eventuali vetture troppo spedite. Per gli "ermellini", poi, non ha senso nemmeno che si preveda uno spazio minimo, ci si può limitare a una installazione sistemata "con adeguato anticipo". L’ordinanza rischia di far discutere come avviene nel caso del semaforo giallo e della sua durata effettiva, visto che i secondi vengono definiti nella gran parte dei casi insufficienti per agevolare la frenata della macchina. Circa un mese fa, l'ultimo grado di giudizio si è espresso sempre sugli autovelox con una importante sentenza, sottolineando come il fatto che non fossero presenti gli estremi del decreto del prefetto per quel che riguarda la contestazione differita rappresenta un vizio di motivazione.