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directions_carImportante sentenza della Cassazione sulle multe dell'autovelox

Il ricorso di un automobilista è stato accolto

Chi disprezza compra: il celebre modo di dire non può essere applicato agli autovelox, dispositivo che ogni automobilista ha imparato a sopportare, ma non ad amare. In soccorso dei conducenti (non certo quelli spericolati) è giunta nelle ultime ore la Corte di Cassazione. Nel corso della giornata di ieri, martedì 27 ottobre 2020, è stata infatti pubblicata una sentenza con cui i giudici di Piazza Cavour hanno confermato il loro punto di vista sui rilevatori elettronici di velocità.

L’ordinanza è stata messa nero su bianco dai magistrati della seconda sezione del “Palazzaccio” e qualche spiraglio in più sull’annullamento di determinate multe si è aperto. Entrando più nello specifico della pronuncia, si è ribadito con forza un concetto: la sanzione pecuniaria prevista dal codice della strada per eccesso di velocità può essere cancellata quando la stessa multa non contiene il decreto che autorizza la contestazione differita con l’autovelox. La Cassazione è stata chiamata in causa dal ricorso di un uomo che non aveva accettato la sentenza del tribunale di Oristano.

In base a quanto deciso dai giudici sardi, la multa per eccesso di velocità era valida nonostante il veicolo non fosse stato fermato. Per la seconda sezione, invece, il fatto che non fossero presenti gli estremi del decreto del prefetto per quel che riguarda la contestazione differita rappresenta un vizio di motivazione. In poche parole, occorre spiegare perché non è stato possibile contestare la multa nell’immediato. Il precedente ha un certo peso dal punto di vista giuridico, in particolare è emerso come un controllo accurato di ogni dettaglio del verbale può far capire se ci sono gli estremi per un ricorso dell’automobilista e anche per la cancellazione.