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directions_carMercedes non produrrà auto più piccole della Classe A

Ne ha parlato il numero uno di Daimler

Nessun modello di dimensioni inferiori rispetto a quelle della Classe A: è questa la promessa che è stata ufficializzata nelle ultime ore dalla casa automobilistica tedesca Mercedes per quel che riguarda le sue future vetture. Al di sotto della Classe A, dunque, non ci sarà nulla di gamma, nonostante le novità in programma sono davvero numerose. L’azienda di Stoccarda ha voluto mettere a tacere le voci secondo cui poteva essere lanciato in un futuro non troppo lontano un modello in grado di fare concorrenza a Mini ed Audi. La precisazione è stata resa nota da Ola Kallenius, numero uno di Daimler (il gruppo che controlla la stella argentata a tre punte), il quale ha anche spiegato quali saranno le divisioni su cui si concentrerà maggiormente l’attenzione. Le auto di lusso avranno in qualche modo la presenza, senza però mettere in secondo piano la riduzione dei costi e l’eliminazione progressiva delle spese non necessarie.

Le macchine elettriche saranno la grande "scommessa" (anche se forse non è giusto chiamarla in questa maniera. La sparizione dei motori a combustione sembra destinata a diventare realtà entro il 2030 o al massimo il 2035, peccato che il no a un veicolo più piccolo che possa essere capace di rivaleggiare con Audi e Mini non sia piaciuto proprio a tutti. Le due compagnie rivali, infatti, si stanno togliendo parecchie soddisfazioni e l’idea era quella di produrre il cosiddetto B-Suv per dimostrarsi all’altezza. L’aggettivo "piccolo" comunque caratterizzerà i prossimi anni di Mercedes, come confermato nei giorni scorsi dallo stesso Kallenius: l’azienda teutonica è intenzionata a ridurre in modo significativo il personale nelle proprie sedi, un drastico calo che è anche la conseguenza di un interesse molto più marcato nei confronti delle auto elettriche. Gli obiettivi da raggiungere tramite il ridimensionamento sono sostanzialmente due: anzitutto, si punta a una maggiore efficienza e inoltre si devono liberare delle risorse per tecnologie nuove di zecca.