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directions_boatI sindacati chiedono incontro urgente al ministero su Tirrenia

Dopo mesi, il nodo non si è ancora sciolto e la compagnia di Onorato minaccia lo stop alle principali tratte marittime

Fincantieri

La questione Tirrenia si fa ogni giorno sempre più intricata. Tanto che i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti hanno chiesto "un incontro urgente" al ministro delle Infrastrutture e trasporti, Paola De Micheli. Sul tavolo la discussione sull'annuncio della compagnia di navigazione circa lo stop alle principali tratte marittime da e per la Sardegna, dal 1° dicembre. "Vorremmo comprendere chiaramente la questione - scrivono le tre organizzazioni sindacali - su quanto denunciato ed annunciato dalla stessa Tirrenia Cin, adducendo la scelta di interrompere alcuni collegamenti all'assoluta mancanza ad oggi di precise comunicazioni circa la proroga della convenzione. La volontà manifestata da Tirrenia - spiegano i sindacati nella lettera al ministro - di interrompere i servizi di trasporto sulle rotte Termoli-Tremiti, Genova-Olbia-Arbatax, Napoli-Cagliari, Cagliari-Palermo, Civitavecchia-Arbatax-Cagliari, provocherebbe nell'immediato un impatto sulla forza lavoro, stimabile in circa 500 marittimi in esubero oltre alle evidenti e pesanti limitazioni ai servizi di continuità territoriale".

Sulla questione dei rapporti con Tirrenia Cin, guidata dalla famiglia Onorato, il ministero delle Infrastrutture e trasporti si era espresso già alcuni mesi fa, subito dopo un incontro via streaming tra i commissari di Tirreniain amministrazione straordinaria, i vertici di Tirrenia Cin, lo stesso ministro De Micheli e il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.  Il Mit, in una nota, fece sapere che "le ipotesi di soluzione garantirebbero anzitutto i servizi di continuità territoriale, con l’obiettivo di addivenire poi anche una rapida definizione della complessiva situazione debitoria di Tirrenia Cin". Eravamo a marzo 2020, e la situazione, come vediamo adesso, non si sarebbe risolta.

Eppure, già all'epoca, il ministro De Micheli, preannunciando un confronto con l'azienda aveva dichiarato: "Per mesi Tirrenia non ha risposto alle richieste dei commissari e ora non può scaricare le responsabilità sulla politica. Il presidente Onorato è stato convocato da me e dal ministro Patuanelli per rendere conto del comportamento di un’impresa che deve gestire un’attività di trasporto di servizio pubblico con soldi pubblici. La pazienza ha un limite e il limite è stato superato". Sempre in riferimento alla situazione di Tirrenia, con un occhio attento alle prospettive che comprendevano soprattutto la necessità di assicurare la continuità territoriale per le isole maggiori, il ministro dichiarò: "Il trasferimento delle merci, e in particolare gli alimentari e i farmaci, sulle isole sono garantiti oltre ai collegamenti con le isole minori. Il ministero dei Trasporti, insieme a quello dello Sviluppo economico sono intervenuti con grande tempestività, subito dopo il sequestro dei conti correnti e il conseguente blocco dei traghetti da parte della società Tirrenia in amministrazione straordinaria".