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directions_boatFriuli, odg per mantenere al 10% l'Iva delle marine nautiche

Col Decreto "Agosto" l'imposta è salita a 22%

Fincantieri

Sergio Emidio Bini, assessore alle Attività produttive e turismo della Regione Friuli Venezia Giulia, ha presentato nelle ultime ore un ordine del giorno volto a tutelare la nautica con una misura fiscale ben precisa. Si punta, infatti, a tutelare l’aliquota Iva che è stata introdotta in versione ridotta per le marine nautiche. In pratica, il rischio è che questa Imposta sul valore aggiunto possa salire dal 10 al 22%, mentre Bini vorrebbe salvaguardare la percentuale più bassa. Il tavolo sul turismo della Conferenza delle Regioni si è appena svolto e l’assessore ha sottolineato quella che a suo parere è una lacuna che andrebbe colmata; nel Decreto "Agosto" non sono stati inseriti i marina resort come strutture turistiche di tipo permanente. Questo vuol dire che l’Iva da applicare è quella al 22%, una differenza tributaria che potrebbe venire meno con l’ordine del giorno appena descritto.

In caso contrario, i gestori nautici dovrebbero rivedere da capo i listini, mettendo a rischio la ripresa della filiera che ha resistito e non poco alla crisi innescata dalla pandemia da coronavirus. In Friuli è stata varata una legge otto anni fa che riguarda proprio i resort nautici, fino all’estensione del testo a tutto il territorio nazionale. Il settore non ha vissuto bei momenti, sempre secondo Bini, a causa delle tassazioni del Governo Monti, al punto da costringere numerose imbarcazioni a spostarsi dalla regione settentrionale alla Slovenia e alla Croazia. L'iniziativa, che raccoglie l'appello sollevato da Assomarinas, associazione italiana dei porti turistici, è stata sottoscritta anche dalla Regione Liguria e infine accolta all'unanimità dal coordinamento Turismo della Conferenza delle Regioni che già oggi predisporrà l'Ordine del Giorno da inviare al Governo.